il servizio messo in piedi da La Stampa di oggi martedì primo settembre presenta, forse casualmente, il quadro contradditorio delle affermazioni governative se confrontato con altre affermazioni di natura pubblica o specialistica.

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CRONACHE  Cresce il contagio in Italia

"Nuova influenza, pronti 48 milioni di vaccini"
Napoli, 2 persone ricoverate in gravi condizioni
Ieri il vertice a Palazzo Chigi: nessun rinvio nell’apertura delle scuole. Il ministero: «Saremo pronti». Domani è prevista una riunione della task force. Le scelte saranno a livello locale.
+ Il farmacologo: il vaccino non c’è e dev’essere testato SARA RICOTTA VOZA
SCRIVI Fazio: "Pronti a vaccinare 8 milioni di italiani entro fine anno" FLAVIA AMABILE
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e cominciamo da quel Fazio di cui abbiamo già parlato quasi due mesi in modo tra l’ironico e il sorpreso per il modo in cui una Ministra lo aggredì per la ipotesi di ritardata apertura delle scuole per rallentare l’esplosione del contagio. Problema che è ancora in discussione.
ed ecco alcune parti dell’intervistA
I problemi principali in previsione di un autunno non del tutto in discesa, insomma. Il vaccino, innanzitutto. Quando arriverà?
‘Da quel che sappiamo il 15 novembre.’
 

Sarà adeguatamente sperimentato?
‘Per gli adulti, sì. Per i più giovani invece bisognerà aspettare forse la fine dell’anno. ‘
 

Come avverrà la vaccinazione?
‘Sarà effettuata entro la fine dell’anno su otto milioni e mezzo di persone. Innanzitutto su un milione e mezzo di categorie essenziali, vale a dire gli operatori sanitari, i pompieri, le forze dell’ordine, tutti quelli che non possono mancare nel Paese. E poi sulle categorie a rischio: i malati di diabete, gli obesi, i soggetti affetti da patologie cardiovascolari. Sono altri sette milioni e mezzo di persone: per loro la malattia ha il 70% di probabilità di essere letale. Contemporaneamente verranno vaccinati gli anziani per la usuale influenza di stagioni, questo vorrà dire che tutte le capacità vaccinali saranno intasate. Se, nel frattempo, si concluderà la sperimentazione dal prossimo anno potremmo avviare anche la vaccinazione sui minori di 18 anni. ‘ 

Vaccinarsi sarà obbligatorio?
‘No, per il momento sarà facoltativo, il governo metterà il vaccino a disposizione delle regioni e si prevede un 80% di adesione.’ 

Ineressante notare come gli insegnanti non siano inclusi fra le categorie a rischio, nonostante siano proprio l’interfaccia più evidente fra studenti, loro genitori e il resto del mondo. Chissà, magari la Gelmini penserà che un po’ di mortalità in più nei docenti attutisce il problema del precariato.
Comunque al di là della battuta, c’è una non piccola diofferenza fra gli otto milioni di dosi pronte, forse, a metà novembre e le 48 milioni di dosi strombazzate dal Governo. Del resto con Francia e Germania che parlano di 60% era opportuno aprire la bocca un po’ di più.
Entro la fine di ottobre noi riteniamo che sia possibile la conclusione della fase di sviluppo dei vaccini e contemporaneamente la produzione del vaccino corrispondente». Lo afferma intervenendo alla trasmissione «Radio Anch’io» Fabrizio Oleari, Direttore generale prevenzione e sanità del ministero della Salute, sottolineando che «entro il mese di ottobre saranno disponibili 48 milioni di dosi».

La situazione «è sotto il pieno controllo delle autorità sanitarie»: è stata la conclusione del primo vertice sull’influenza A/H1N1 tenuto nel tardi pomeriggio di ieri presso la presidenza del Consiglio. Nello stesso incontro, al quale hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza, Gianni Letta, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi e il viceministro Ferruccio Fazio, il governo ha assicurato che «l’anno scolastico inizierà regolarmente» e che «sarà valutata di volta in volta la presenza di manifestazioni influenzali nelle scuole al fine dell’adozione di eventuali provvedimenti mirati di contenimento». È stata confermata inoltre la validità del lavoro finora svolto dall’Unità di crisi coordinata da Fazio e che tornerà a riunirsi mercoledì prossimo, 2 settembre.

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Tutto tranquillo, allora? abbiate pazienza sembra dire La Stampa, sentiamo un esperto.
Chiediamo al professor Silvio Garattini, medico e farmacologo, fondatore e direttore dell’istituto Mario Negri di Milano, di rispondere alle domande che gli italiani si fanno in questi giorni.

Professore, lei che cosa consiglia: vaccino di massa sì o no?
«Niente allarmismi e cautela innanzitutto. Stiamo parlando di un vaccino “virtuale”, che al momento non c’è. Si stanno ancora facendo i test, poi vanno valutati gli effetti collaterali, quindi ci vorrà l’approvazione delle autorità regolatorie. Infine ci sarà da attendere i tempi di produzione e distribuzione. Insomma, ammettendo che si parta davvero il 15 novembre, se ci saranno due somministrazioni il sistema non sarà efficiente prima di fine anno. Per ora quindi raccomando cautela perché si rischia di dare delle indicazioni che poi potranno essere disattese e cambiate. E ripeto: ammesso che si parta davvero il 15 novembre…».

Perché, ha dei dubbi? I test quanto tempo richiederanno?
«Perché siano significativi devono essere fatti su migliaia di persone, poi bisognerà attendere di vedere qual è la produzione di anticorpi per stabilire quale dovrà essere la dose. Per questo è fondamentale che non ci sia alcuna fretta in questa fase».

Danni collaterali: si parla molto di quelli provocati da un vaccino simile nel 1976, negli Stati Uniti. E’ un pericolo fondato anche oggi?
«In quel caso si erano verificati danni importanti a livello neurologico – sindrome di Guillain-Barré – perché gli anticorpi agivano anche sul sistema nervoso, così quella vaccinazione fu sospesa. Ma da allora sono passati trent’anni e oggi non è il caso di fare allarmismo anche su questo. Ciò non toglie che si debba esercitare la massima attenzione».

Margaret Chan, direttore generale dell’Oms, ha detto che l’influenza A è la prima pandemia del XXI secolo. Abbiamo davvero questa «fortuna»?
«Dipende dalla definizione di “pandemia”, e non tutti sono d’accordo. Se è riferita alla presenza di un virus nuovo, che prima non circolava, certamente è vero; se invece allude al fatto che ne sono colpiti molti Paesi, questo è già successo».

E comunque a questo punto stiamo parlando delle otto milioni di dosi, cioè del 13/14% della popolazione italiana.
E le altre 40 milioni di dosi? nel 2010, tanto se sarà un robo leggero nessuno passerà il tempo a rompere, se sarà pesante sarà una ulteriore causa di lacrime.
Gli italiani, si sa, sono molto pazienti