quando vai su yahoo per leggere la tua posta c’è una prima stesa di notizie. Fino a non molto tempo fa eran tutte di chiaro stampo berlusconico, tanto che spesso mi son chiesto da dove nascono cotante simpatie.

ultimamente la scelta sembra pian piano cambiare, fino all’ultima analisi che, se fondata, spiegherebbe tante cose, compreso il fatto di mettersi alla finestra e osservare, smettendo di chiacchierare per non correre il rischio di perdere delle sfumature.

naturalmente, se…

Polemica Feltri-Boffo evidenzia differenze maggioranza 

Le polemiche — e le querele – del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con la stampa italiana ed estera stanno lentamente riportando il Cavaliere in prima pagina sui giornali, dopo che negli ulti giorni i titoli di apertura erano stati monopolizzati dalla querelle Feltri-Boffo.

Le polemiche tra Chiesa cattolica italiana e governo, dopo la pubblicazione di retroscena di incerta fonte e ancora più dubbia attendibilità su una condanna per molestie inflitta al direttore di Avvenire Dino Boffo cinque anni fa, non si sa ancora a cosa potranno portare.

Quel che è al momento evidente è che la vicenda ha almeno due aspetti: il primo è rappresentato dalla dialettica interna alla Chiesa che vede confrontarsi da una parte la Conferenza episcopale italiana e la Segreteria di Stato vaticana e, all’interno della Cei, il gruppo vicino all’ex presidente Camillo Ruini e quello legato all’attuale presidente, il cardinale Angelo Bagnasco. L’emergere di queste dialettiche è stato alquanto evidente nelle varie reazioni e negli articoli degli specialisti vaticani in relazione alla vicenda Boffo.

Il secondo aspetto è invece più politico e interno alla maggioranza di governo: in apparenza riguarda i rapporti di questa maggioranza con le gerarchie ecclesiastiche ed il mondo cattolico, ma in filigrana mette in luce il dibattito in corso in questi mesi fra le varie anime della maggioranza.

Vari esponenti di governo e di maggioranza hanno espresso solidarietà a Boffo e criticato il direttore del Giornale Vittorio Feltri per un attacco politico su vicende "personali". In realtà le posizioni nel governo sono più sfumate.

Sono stati chiamati in gioco, oltre che i rapporti governo-Chiesa, anche i contenuti più strettamente etici della politica di governo con riflessi sul dibattito attuale sul disegno di legge in discussione in Parlamento (approvato dal Senato, ma atteso dall’esame della Camera) sul testamento biologico, altrimenti detto sul "fine vita".

Sul tema si era assistito negli ultimi giorni ad una critica da parte del presidente della Camera Gianfranco Fini al testo licenziato dal Senato, definito "poco laico", del quale il presidente dell’assemblea di Montecitorio ha auspicato una correzione alla Camera (correzione per la quale si è detto disposto a intervenire). A Fini ha fatto seguito la replica del presidente del Senato Renato Schifani che lo ha senza mezzi termini invitato a tacere, difendendo il testo com’è.

Sul tema è però ieri intervenuto anche il presidente del Consiglio. Berlusconi ha detto che sul fine vita verrà lasciata ai suoi parlamentari "libertà di coscienza". La presa di posizione è parsa ai commentatori un modo di tacitare le polemiche interne ed un segnale alla gerarchia cattolica.

Proprio sui rapporti con il mondo cattolico si è assistito ad un completo ribaltamento interno al centrodestra: sulla vicenda Boffo-Feltri sono apparse in difficoltà proprio le componenti cattoliche della maggioranza, formigoniani ed altri settori dell’ex Forza Italia. La vicenda è stata invece cavalcata dai leghisti di Umberto Bossi e dallo stesso Fini, che negli ultimi tempi erano stati i settori più in polemica con la Chiesa. Bossi ed i suoi si sono addirittura offerti di farsi "garanti" nei confronti della Chiesa delle politiche di governo, spazio che più o meno negli stessi termini è stato rivendicato anche dal "laicista" Fini.

Sui temi etici, proprio al Meeting di Cl a Rimini della scorsa settimana, si era esibito il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, di estrazione laica e socialista, raccogliendo consensi dalla platea cattolica tanto da far commentare al Foglio che Sacconi è il nuovo referente dei cattolici nel governo per le tematiche etiche.

Come si vede il dibattito è alquanto complesso. Ma soprattutto è articolato e mostra in maniera sempre più evidente nella maggioranza (che pure si è presentata alle elezioni del 2008 "semplificata" in una componente forte legata al Pdl, una componente aggregata che è la Lega Nord ed una secondaria che è l’Mpa di Raffaele Lombardo) una divaricazione di componenti in continua dialettica fra di loro ed in cerca di posizionamenti vantaggiosi in vista del dibattito avviato sul dopo Berlusconi.

Queste componenti, anche nel dibattito sul caso Boffo e sui temi etici, sono al momento così sintetizzabili: un Partito del Nord legato alla Lega ed al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, un Partito del Sud legato a Raffaele Lombardo e Gianfranco Micciché, un Partito degli Italiani legato a Gianfranco Fini, un Partito di centro legato ai formigoniani ed a Beppe Pisanu ed in cerca di dialogo con l’Udc, più diverse anime finora catalizzate dal berlusconismo e che si muovono per il momento in ordine sparso come gli ex socialisti, gli ex di An alla Maurizio Gasparri, i Circoli della libertà di Michela Vittoria Brambilla e gli ex Dc alla Claudio Scajola.

Uno dei problemi del governo e di Berlusconi nei prossimi mesi sarà quello di continuare ad esercitare una forza aggregante nei confronti di questo mare in movimento.