ovviamente il suo PdC non le condivide, ovviamente il Secolo (d’Italia) non parla di Berlusconi. Lo scontro è certo più diretto che ai tempi di Prodi e Bertinotti. Qualcuno afferma che comunque, se e quando si deciderà, fra il 5 e l’8 per cento se lo prende. Fini.

già e se Casini viaggia non con PdL? Povero Berlusconi…

Il Secolo: la destra non intende "tornare nelle fogne".

«Abbiamo una certa difficoltà a rispondere all’articolo con cui Vittorio Feltri ha "picconato" Gianfranco Fini. Non per le argomentazioni che presenta, ma per la frase conclusiva («consiglio non richiesto: rientri nei ranghi»), che ci pare una gentile metafora dell’antico "tornate nelle fogne" e scuote persino il nostro rinomato aplomb».

Così la direttrice del Secolo, Flavia Perina, risponde all’attacco di Feltri a Gianfranco Fini, ricordando e citando ampiamente un editoriale di Feltri del dicembre 2007, che invitava Berlusconi ad ascoltare Fini, dando un giudizio positivi sul leader di An. Quindi, prosegue, i motivi delle odierne critiche non riguardano il merito delle proposte di Fini sull’immigrazione: «Ogni dettaglio fa pensare che l’attacco a freddo vada ancorato a un contesto più ampio, dove le ragioni "di merito" sono esili e contano di più altre suggestioni».

Tali suggestioni riguardano il fatto che «Gianfranco Fini si è qualificato come punto di riferimento di un’idea di destra maggioritaria, che per la prima volta trova una espressione politica forte e trasversalmente apprezzata»; insomma, «una destra non ideologica, sobria e meritocratica, colta e risorgimentale, elegante e rigorosa, laica e non bacchettona». Quindi l’esatto contrario della destra «populista, rabbiosa e urlante che si è praticata in questo Paese, della destra di stampo qualunquista o, peggio, "lepenista" in cui tanti hanno immaginato a lungo di sterilizzare tutto il nostro mondo per renderlo folkloristico e irrilevante, pago di vedersi elargire le briciole del potere gestito da altri. Ruolo che la destra avrebbe potuto continuare ad esercitare con i nostri simboli storici, chiudendoci nella enclave del 10-12%. Altre ambizioniavevamo e abbiamo».

Insomma al Pdl e «alla rivoluzione berlusconiana – prosegue il fondo – siamo senz’altro più fedeli noi che i teorici dell’ordalia quotidiana e del giochino "a chi è più di destra". Anche perché quel giochino sta quotidianamente snaturando il profilo del Popolo della libertà e tradendo la sua stessa denominazione con l’immagine di un partito becero, nevrastenico, con la bava alla bocca, che abbaia contro gli avversari e adesso anche contro gli alleati con un furore non giustificato dai fatti».