eppure pare proprio di sì e vien da sorridere amaro. Negli anni giovani le mie letture principali eran quelle dei "nemici", che allora per me erano Rinascita e l’Unità.

mi riferisco all’intervento che Fini ha fatto sul testamento biologico. Ma di tutti i "cattolici" che frequentano, spero ancora per poco, il PD non ce n’è uno, fra i cattolici non all’ammasso, che si sia premurato di leggere i sacri testi?

a ripensarci appare ovvio, perchè Binetti e compagnia non son preoccupati di seguire il magistero della Chiesa, ma di obbedire al Ruini di turno.

DA L’UNITA’.

Quando, parlando dell’opportunità di «deporre la becera e grossolana contrapposizione tra laici e cattolici per scrivere una bella pagina parlamentare e politica sul biotestamento», il presidente della Camera ha estratto una citazione giusta giusta per sostenere la sua tesi: il Catechismo, scritto ai tempi da Joseph Ratzinger in persona, allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

«L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima», ha letto Fini dal palco nello stupore generale, «Le decisioni devono essere prese dal paziente, o da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente». E ancora: «L’uso di analgesici per alleviare le sofferenze.. può essere moralmente conforme alla dignità umana, se la morte (…) è soltanto prevista e tollerata come inevitabile».

Un colpo a effetto, questo del Catechismo, che Fini aveva pronto da mesi. Ammonticchiato sulla sua scrivania insieme a passi della Dottrina della fede e citazioni di Paolo VI («dovere del medico è alleviare le sofferenze, invece di voler prolungare una vita che non è più pienamente vita umana»). Pezze d’appoggio per dimostrare che la Chiesa non è soltanto quella che vuole leggi come il testo sul fine vita del Senato. E che, dunque, anche le sue posizioni («bisogna tener conto della volontà del paziente,della famiglia, e del collegio medico») non sono per forza contrarie a quelle.

La controprova? Buttiglione, delegato dall’Udc ad occuparsi del biotestamento con Vietti, si trova perfettamente d’accordo. Su almeno due punti «il ruolo della famiglia, che non può essere ignorato». E il ricorso alle terapie del dolore: «Quello di Eluana rappresenta l’1% dei casi: di solito il problema è quello del dolore in prossimità della morte. E io credo che, anche se abbreviano la vita, gli analgesici vadano utilizzati. Avevo presentato una proposta di legge, nella quale si sosteneva proprio questo».

LA POLITICA SI FA CON IL CERVELLO, I MUSCOLI SERVONO QUANDO DIVENTA IMPOSSIBILE, PERO’ ALLORA VUOL DIRE CHE NON BASTANO PIU’ NEPPURE I MUSCOLI.

IN QUESTO ULTIMO CASO C’E’ UNA UNICA ALTERNATIVA CHE, SE NECESSARIO, ALLORA VA PERSEGUITA FINO IN FONDO.