ci sarà il FLOP del vaccino? un paio di mesi fa il viceministro addetto era preoccupato, tanto che voleva riaprire più tardi le scuole. Poi, visto che a parlare così poteve rischiare pure il posto, una decina di giorni fa ha cambiato idea e siamo al TUTTO VA BEN MADAMA LA MARCHESA, per tappare la bocca alla Gelmini e a tutti gli altri del contorno.

poi arriva uno che di mestiere fa il capo di FARMINDUSTRIA e improvvisamente sembra dire che forse sì, e in ogni caso i vaccini saran pronti nell’ottobre, anzi può darsi pure a dicembre.

poichè i vaccini hanno funzione preventiva, se arrivano a dicembre non hanno il tempo di fabbricare gli anticorpi a quelli a rischio!

oddio, a parlare è quello dello Sciroppo Dompé conosciuto da qualche milione di ex bambini e genitori, però forse qualcosa anche lui saprà e, magari per evitare che le polemiche caschino addosso a LUI e COLLEGHI industriali provvede a mettere le mani avanti.

naturalmente la MAIALA è robetta, lo dicono tutti poi quando ti dicono dei numeri saltano fuori a decine di migliaia i morti probabili. Già, perchè sarà pure robetta ma avendo una capacità di penetrazione molto alta contatta un numero elevato di clienti.

ROMA
Potrebbero allungarsi i tempi per la campagna di vaccinazione contro l’influenza A: se il ministero della Salute prevede l’inizio della distribuzione del vaccino dal 15 ottobre, secondo il presidente di Farmindustria Sergio Dompè, i primi vaccini saranno effettivamente disponibili «tra fine ottobre, nella migliore delle ipotesi, e a dicembre nella peggiore».

D’altra parte, sottolinea il numero uno delle imprese del farmaco, a margine della presentazione del Libro bianco sulla salute della donna, «un vaccino deve essere tipizzato, i controlli devono essere tutti quelli possibili e immaginabili, tanto che il 70 per cento del tempo di produzione è destinato proprio ai controlli di sicurezza. Stiamo lavorando giorno e notte e sette giorni su sette – aggiunge – ma una spinta per fare fretta è negativa, se ci vogliono dieci o venti giorni di più è per la salute dei pazienti». Il vaccino potrebbe essere pronto addirittura non prima di dicembre, proprio in concomitanza con il previsto picco influenzale che di fatto lo renderebbe tardivo: «Nella ipotesi più favorevole saremo pronti a fine ottobre – ammette Dompè – ma si potrebbe arrivare fino a dicembre nel caso peggiore».

«Sull’influenza A comunque – avverte Dompè – c’è troppo allarmismo, un eccesso di preoccupazione senza una relazione tra gli effetti di una malattia tutto sommato blanda e quello che succede tutti gli anni, di cui nessuno parla». Per il presidente di Farmindustria il rischio dell’allarme mediatico sulla nuova influenza è che «ci sia troppa informazione adesso e un deficit di informazione per altri problemi che si presentano tutti gli anni, a partire dall’influenza stagionale. L’Italia – ricorda il numero uno delle imprese del farmaco – fa pochissima prevenzione in generale, e investe molto poco. Invece bisogna promuovere una cultura che guardi più agli stili di vita che ai farmaci».

Il rischio della nuova influenza, ricorda Dompè, è relativamente basso per la salute, ma può avere effetti sulle attività produttive, e in particolare proprio per le imprese del farmaco: «Abbiamo chiesto al ministero – rivela – di inserire tra le categorie a rischio da vaccinare anche gli operatori e il personale addetto al controllo nella produzione dei farmaci, perchè se ci fosse un picco del 30 per cento di italiani colpiti (cosa tuttavia improbabile) verrebbe a mancare un elemento essenziale come la produzione dei farmaci utili a debellare il virus».