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ROMA (16 settembre) – Sullo scudo fiscale si profila in Parlamento una nuova battaglia tra maggioranza e opposizione. Il Governo punta infatti a modificare le misure già approvate, per "allargare le maglie" e consentire un maggiore successo della sanatoria per il rientro dei capitali dall’estero. Pd e Idv insorgono e chiedono più tempo. L’esame del decreto correttivo all’ultimo pacchetto di misure anti-crisi varato ai primi di agosto (in scadenza il 3 ottobre) slitta così di qualche giorno: il via libera delle commissioni del Senato previsto per stasera è stato rimandato alla prossima settimana.

«Eravamo pronti a fare barricate», assicura il senatore del Pd Giovanni Legnini che accusa l’Esecutivo di voler reintrodurre una versione dello scudo fiscale peggiore di quella proposta inizialmente. Idem l’Italia dei Valori che parla di novità «devastanti». Tra i Democratici c’è addirittura chi teme che il nuovo scudo valga anche per il falso in bilancio. Una possibilità esclusa dal governo: «Non è così – assicura il sottosegretario al Tesoro Alberto Giorgetti – ci sarà una interpretazione».

Molte le novità previste dalle modifiche che portano la firma di un senatore del Pdl ma che hanno il nullaosta del governo: tra queste, quella principale riguarda il fatto che vengono "scudati" anche quanti hanno procedimenti penali in corso, nonché alcuni reati tributari. Il restyling è frutto di una lunga concertazione fra Esecutivo e maggioranza e, secondo fonti parlamentari, ha dovuto tenere conto anche del punto di vista espresso dal Capo dello Stato in diverse occasioni.

Riunioni tra senatori, esponenti dell’Esecutivo e tecnici, si sono susseguite per ore con l’obiettivo di chiudere la partita e arrivare martedì in Aula a Palazzo Madama. Un lavorio che però ha permesso di formalizzazione il testo definitivo delle modifiche solo a pochi minuti dalla seduta serale delle commissioni. In extremis le opposizioni si sono messe di traverso: di fronte alla richiesta di un po’ più di tempo (il Pd ha proposto di far slittare di qualche ora l’esame) la maggioranza ha preferito rinviare tutto di qualche giorno, facendo slittare il via libera al provvedimento alla prossima settimana.

«È inutile nascondersi dietro a facili ipocrisie: o vogliamo far rientrare i capitali e allora bisogna rendere vantaggioso il loro rientro – afferma il senatore del Pdl Salvo Fleres, primo firmatario di un emendamento – oppure la sanatoria rischia di registrare un flop». Ed in effetti le modifiche proposte puntano proprio a allargare le maglie: oltre al capitolo relativo ai procedimenti penali, infatti, fra le novità spunta la possibilità di usufruire dello scudo anche da parte delle «imprese estere controllate». Non solo: l’emendamento messo a punto ha come obiettivo anche la necessità di fare cassa velocemente, consentendo di effettuare il rimpatrio o la regolarizzazione delle attività detenute solo entro il 15 dicembre e non più il 15 aprile.