ha ragione la Carfagna, ci ha messo un po’ a somatizzare l’affronto ma poi si è decisa. In fondo cosa sono 900 mila EURO per Repubblica?

(…)

"L’autore dell’articolo del 9 luglio 2008 – scrive l’avvocato Federica Mondani – ritiene di dover riportare testualmente le frasi "osteria delle ministre… se a letto sei un portento figuriamoci in Parlamento". "… Non può diventare ministro una che gli ha succhiato l’uccello", riferendosi evidentemente al presidente del Consiglio". Nel secondo articolo il legale della Carfagna contesta un’altra frase, che il giornalista riportava dal Nouvel Observateur: "Un ipotetico nastro… nel quale Mara Carfagna (amante quasi ufficiale) e Maria Stella Gelmini (le due sono definite bimbe) addirittura si interrogano reciprocamente per sapere come soddisfare al meglio il primo ministro, evocano le iniezioni che deve farsi prima di ogni rapporto".

Secondo l’avvocato si tratta di "parole talmente offensive della reputazione e della dignità di un personaggio politico con incarico istituzionale", che "non trovano precedenti nel nostro paese". Il legale insiste innumerevoli volte sullo stesso tasto: "Le espressioni "succhiato l’uccello", "amante quasi ufficiale", "come soddisfare il primo ministro" e "evocano le iniezioni che deve farsi prima di ogni rapporto" hanno travalicato il limite della continenza".

Del resto che altro poteva fare il Ministro? e l’altra "bimba", la Gelmini, che cosa aspetta? E poi perchè lasciare indenne Il Foglio? Non sanno che tutto questo può essere di ostacolo alla soluzione positiva delle querele del loro KAPO e maestro? E poi con il danno di immagine e biologico? Non basta certo la presenza al G8 in funzione d’onore a limitare il tutto.

L’avvocato della Carfagna, nella lunga citazione, sottopone al tribunale anche il presunto "danno" arrecato al ministro. La "ricezione dell’insulto a livello popolare" avrebbe infatti implicato la possibilità "per l’On. Ministro di aver perduto connotati politici di stima e carisma oltreché la capacità di proselitismo". La Carfagna denuncia "una notevole flessione negativa" nei sondaggi e pretende nei suoi confronti quel "diritto all’oblio di cui ciascun soggetto pubblico gode". Poi, oltre al "danno morale", l’avvocato elenca il presunto danno biologico: "In seguito alla lettura degli articoli imputati il Ministro Carfagna registrava anche sofferenze fisiche che portavano la stessa a perdere peso e a soffrire di insonnia e forti emicranie".

C’è di più: "Il Ministro si è trovato nella condizione di dover evitare interviste al fine di non dare ulteriore eco alle false notizie". E, per questo, la Carfagna chiede in totale ai giornalisti e all’editore di Repubblica 900 mila euro. Nulla invece, a quanto risulta, chiede al Foglio di Giuliano Ferrara, che pubblicò insieme le stesse invettive di Sabina Guzzanti.

Perfida la Repubblica a ripubblicare il tutto con la scusa della QUERELA. Queste cose non possono passare in silenzio.

O NO?