ma in Ispagna son già cento e tre!

MADRID Doveva essere una foto ricordo, l’immagine per l’album di famiglia del primo e tanto atteso viaggio con papà alla Casa Bianca. Ma è diventato un affare di Stato il ritratto delle due figlie minorenni del presidente di governo spagnolo, José Luiz Rodríguez Zapatero, tra Michelle e Barack Obama. Tutti sorridenti e inconsapevoli, almeno gli Zapatero, che la fotografia sarebbe finita nella galleria dei visitatori illustri della pagina web del Di­partimento di Stato. E da lì nei siti spagnoli e internazionali, a infiammare la polemica in pa­tria sui viaggi ufficiali con fami­glia al seguito. Per la verità la moglie del premier, Sonsoles, e le due figlie, Alba e Laura, 13 e 16 anni, non accompagnano quasi mai il capofamiglia nei suoi spostamenti protocollari. Le due adolescenti non appaio­no a manifestazioni pubbliche e, se compaiono, vengono pun­tualmente «tagliate» dalle im­magini destinate alla pubblica­zione.

In Spagna la legge è severa nel proteggere l’intimità dei mi­nori; e inoltre un tacito patto di non belligeranza lega, su que­sto punto, la stampa nazionale al premier fin dal suo primo mandato: riflettori spenti sulle bambine, sempre e comunque. Ma l’altro giorno, a New York, durante il ricevimento uf­ficiale al Metropolitan Mu­seum, alle due ragazzine è par­so naturale mettersi in posa as­sieme ai genitori e ai padroni di casa. Che non fosse da inten­dersi come un atto formale, lo si può dedurre dagli anfibi di una delle due sorelle. E che sia stato uno choc, dall’altra parte dell’Oceano, lo si può intuire dalla rapidità con cui il Diparti­mento di Stato ha fatto sparire la foto dal sito, a urgente richie­sta della Moncloa, il palazzo del governo spagnolo. In fret­ta, ma non abbastanza perché non fosse intercettata dagli in­ternauti. Seppure con i volti of­fuscati al computer, Alba e Lau­ra hanno fatto il loro involonta­rio debutto sul palcoscenico della politica mondiale. Assie­me alla notizia dell’esistenza di un altro appetitoso scatto: le Za­patero girls in tribuna nella se­de delle Nazioni Unite, durante il discorso ufficiale del padre. Realizzato da un fotografo del­­l’Efe, l’agenzia di stampa spa­gnola che però ha deciso di di­vulgare un comunicato, al po­sto della fotografia, spiegando la scelta con il doveroso rispet­to della privacy delle minoren­ni.

Incidente chiuso? Tutt’altro. Prima ancora che si materializ­zasse online, la presenza della famiglia Zapatero al completo era stata segnalata sull’aereo presidenziale in volo tra Ma­drid e New York. «A spese di chi?» ha tuonato il mondo web. Domanda raccolta dall’op­posizione e formalizzata dal Partito Popolare in una pioggia di interrogazioni parlamentari. È intervenuta anche la vice pre­sidente del governo spagnolo, María Teresa Fernández de la Vega: «Non è una novità che i leader viaggino talvolta con i propri famigliari», ha detto. Uf­ficialmente invisibili.

Possiamo rassicurare la filiale spagnola del Partito Popolare, da noi sui voli di stato non viaggiano minori, al massimo persone di sostegno e di accompagnamento ai quali magari oltre che il viaggio viene pagato compenso professionale, non solo musicale, come per Apicella. In Italia siamo più larghi di idee. 

Non si preoccupino, quindi, per il loro grande esponente italiano.