sappiamo tutti delle lodi, dirette soprattutto alla sua venustà e non so se quello ne abbia esperienza o se lo faccia solo per piaggeria, che il suo Kapo in ogni occasione proclama in sua direzione.

di certo la politica del MENEFREGO non sembra darle troppa soddisfazione. Nel resto in un passato precedente alla sua nascita, almeno credo, c’era chi cantava "ce ne fregammo un dì della galera, ce ne freghiamo della buona sorte"richiamando più avanti la rima con morte. E se trova un docente di storia obiettivo Le spiegherà come finirono.

lungi da me augurarle una simile rima, vorrei solo ricordarle che nel rivolgimento globale della politica e dei rapporti istituzionali il suo Kapo si è dimenticato che esiste anche una giustizia amministrativa e, nonostante i tentativi, non è ancora riuscito a modificarla. Qualche successo l’avete avuto sulla Corte dei Conti così da attutire la richiesta di pagare sonanti soldoni per effetto di atti politici, ed è comprensibile, visto che il Kapo di quella ha paura.

infatti, di quelli, i soldi cioè, anche semplicemente alla luce del sole italiano ne ha non certo pochi e se dovesse ritrovarsi con una causa di responsabilità apriti cielo. Speriamo che se in futuro dovesse arrivare un Kapo diverso vada a rovistare in questo.

perchè la premessa? Sembra che le abbiano frustrato l’obiettivo di impedire a quegli straccioni di meridionali di sorpassare i suoi conterranei (in senso regionale di ampio respiro) nelle graduatorie. Del resto non è colpa loro se i polentoni e dintorni risultano più trote che delfini.

Lo scorso mese di aprile, il ministro dell’Istruzione ha firmato un decreto per l’aggiornamento delle graduatorie dei precari che conteneva una sostanziale novità rispetto al passato: graduatorie nella sostanza bloccate per due anni e possibilità di inserimento soltanto in coda su tre province oltre quella di appartenenza. Anche se nessuno lo ha mai ammesso, il provvedimento tendeva a tutelare i precari delle regioni settentrionali spesso scalzati nelle immissioni in ruolo e nell’attribuzione delle supplenze più lunghe dai colleghi meridionali, con più anni di precariato e con più punti. Infatti, non potendosi spostare in un’altra provincia i precari meridionali, collocati in coda anche se con un punteggio superiore, possono esser nominati soltanto dopo i colleghi autoctoni.

L’Anief aveva subiti rilevato l’incongruenza della norma e, rispetto all’inserimento in graduatoria in base al merito (e quindi al punteggio), si era rivolta al Tar che in più occasioni si è pronunciato a favore di questa tesi. Ma il ministero dell’Istruzione, spiegano gli interessati, "ha emanato nel luglio una nota invitando gli Uffici scolastici provinciali e regionali a non adeguarsi alle ordinanze della magistratura amministrativa procedendo alle assegnazioni delle immissioni in ruolo e delle supplenza annuali dalle graduatorie di coda in spregio a ogni principio meritocratico in attesa dell’udienza del Consiglio di Stato".

Cosa accadrà adesso? Se la sentenza del Consiglio di stato verrà applicata, gli 8 mila insegnanti immessi in ruolo ad agosto ora potrebbero vedersi revocata la nomina. Stesso discorso per i supplenti nominati prima dell’avvio dell’anno scolastico. Insomma: l’ostinazione del ministero potrebbe gettare nel caos l’intera scuola italiana, costretta ad un balletto di supplenti senza precedenti ad anno scolastico ampiamente iniziato. "Finalmente si può metter
e la parola fine a un brutto caso di mala amministrazione che ha sprecato il denaro dei contribuenti per far prevalere una visione distorta della nostra storia nazionale", conclude Pacifico.

Francamente non credo che Lei non sapesse che sarebbe accaduto, ha dovuto tacitare i colleghi e supporter della Lega, però da bravo Ministro consapevolmente, e per un banale assist a un alleato dalla voce rude e tonante, ha messo nei casini dei pezzi non piccoli di scuola italiana.

La capisco, sa? Forse pensava che le norme amministrative fossero facilmente svicolabili, come le famose intercettazioni in cui dialogava da esperta. Peccato, almeno avremmo saputo se, almeno in quello, le sue capacità ed esperienze erano superiori almeno alle sue non troppe eccelse doti di Ministro.