o, come sempre, preti frati e suore al capezzale del moribondo per fornirgli conforto e succhiargli le ultime monete?

sarà bene che si sbrighino prima che De Benedetti si pappi tutto!

I santi patroni d’Europa». Annunciato circa un mese fa come il primo incontro che i due avrebbero avuto dopo il caso Boffo (e il mancato incontro alla cena della Perdonanza dell’Aquila), in realtà il premier e Bertone hanno avuto modo di incontrarsi, seppur brevemente, lo scorso 27 settembre, alla partenza del Papa per la Repubblica Ceca. Anche quello di oggi sarà un incontro probabilmente molto breve. Si tratta dell’inaugurazione di una mostra, e dunque probabilmente i due avranno qualche minuto di tempo per incrociarsi prima o dopo l’evento.

Ma l’incontro non è da considerarsi poco significativo. Con le questioni del lodo Alfano e del lodo Mondadori sul tavolo, la Santa Sede – fanno notare – avrebbe potuto trovare un modo per "sviare" dall’incontro. Ma non lo ha fatto. Al di là di ogni circostanza, la Santa Sede mantiene un rapporto saldo con il governo. Dal quale non ha né l’intenzione, né l’interesse per sganciarsi. La linea dovrebbe essere questa: Bertone sosterrà il governo Berlusconi (e non l’uomo) per quanto sta facendo in Abruzzo e in Sicilia. Allo stesso tempo, Bertone dovrebbe – nella parte informale dell’incontro – mettere sul tavolo i temi che stanno a cuore alla Chiesa. In particolare su un paio di questioni: cioè i sovvenzionamenti alle scuole paritarie non statali (per la maggior parte cattoliche) e gli sgravi fiscali per le famiglie. Non entrerà nei dettagli, come hanno fatto i vescovi, ma rimarrà in via generale. Va da sé che non si tratta di un incontro diplomatico. Ma una battuta in via informale spesso può valere molto di più degli incontri formali.

Da notare che la mostra è organizzata dall’Ambasciata Italiana presso la Santa Sede: un particolare di rilievo. L’ambasciata, in questi ultimi tempi, ha rappresentato il "luogo della riconciliazione" tra rapporti tra Stato e Chiesa, e in fondo il suo ruolo è proprio quello di un raccordo tra lo Stato Italiano e la Santa Sede. È stato alla sede dell’ambasciata italiana che Gianni Letta – nel pieno dell’affaire Boffo – ha chiesto ai giornalisti di "fare un esame di coscienza", ringraziato per queste parole da Marco Tarquinio, vicedirettore di Avvenire che aveva appena preso il posto di Boffo.

Questa iniziativa, pensata ben prima dell’affaire Boffo e delle questioni giudiziarie su lodo Alfano e Mondadori che coinvolgono il premier, capita in un momento particolarmente favorevole per il cardinal Bertone, che ora lavora a pieno regime con una segreteria tutta di nomina ratzingeriana e che conta sull’effetto positivo che ha avuto l’enciclica sul mondo laico.

Il segretario di Stato, ad ogni modo, predilige battere la via diplomatica per mantenere i rapporti con il governo, e l’iniziativa dell’Ambasciata è il luogo ideale per farlo.

Una via che gli permette di differenziarsi dai vescovi e da qualunque critica possano muovere verso l’esecutivo: in questo modo, Bertone fa notare che è lui l’unico a mantenere i rapporti con il governo in carica. E la sua intenzione è i rapporti restino sempre il più cordiale possibile.

Del resto, come POTERI FORTI, la Chiesa ha dalla sua il più forte di tutti: domineddio.