non è l’Amleto, e non occorre Shakespearre, però son pur sempre SOLDI.

ROMA, 20 ottobre 2009 – Ministri divisi sull’influenza suina. Mentre il ministro Sacconi invita i dipendenti pubblici a non andare al lavoro in caso di presenza di sintomi riconducibili all’influenza H1N1 il suo collega Brunetta decurta lo stipendio a chi resta a casa per malattia.

I lavoratori finiti nel mezzo della querelle prendono carta e penna e scrivono al Ministro della funzione pubblica una lettera aperta per chiedere lumi sul da farsi.

"Caro Ministro ci adegueremmo volentieri all’invito del suo collega Sacconi, ma purtroppo siamo impossibilitati. Infatti la sua iniziativa di introdurre, attraverso la Legge 133/2008, una penalizzazione economica in caso di assenza per malattia, ci induce a recarci al lavoro quale che sia il nostro stato di salute. Non possiamo permetterci di ridurre ulteriormente i nostri salari, già decurtati dai tagli al salario accessorio, che a stento consentono ai lavoratori di arrivare alla fine del mese".

Leggi e codicilli che sembrano non lasciare possibili alternative ai lavoratori: contagiati o penalizzati? I dipendenti pubblici dovranno comunque subire uno dei due "mali".

"Lei sicuramente capirà _ conclude la lettera _ come, in questa situazione, non siamo nella condizione di aderire alla richiesta del Ministro Sacconi in quanto significherebbe togliere a noi e alle nostre famiglie ulteriori risorse economiche magari per un semplice raffreddore o un mal di gola, dal momento che si parla di sindromi simil-influenzali… È chiaro che, qualora decidesse di ritornare sui Suoi passi ed annullare la norma che penalizza la malattia, saremo lieti di accogliere l’indicazione del Ministro Sacconi e di rimanere a casa per curarci, evitando al contempo di trasformarci in untori della pandemia tra i nostri colleghi e tra gli utenti".