sulla notizia sono interessanti alcuni commenti alla notizia apparsi su Il Corriere.

20.10|19:44
vincioaqua

Sono un imprenditore e ho spesso utilizzato i contratti COCOPRO per incrementare la mia forza lavoro a seguito di picchi di lavoro. Non ho però difficoltà a dire che la normativa è troppo sbilanciata a favore degli imprenditori che in considerazioni dei costi contributivi più bassi e meno vincolanti per durata, ferie e malattie privilegia di fatto questa forma alla classica assunzione. Sarebbe sicuramente socialmente più equo e nel medio e lungo periodo più premiante anche per le aziende se i COCOPRO costassero alle aziende di più dei contratti a tempo indeterminato al fine di agevolare le assunzioni ovvero in caso di utilizzo di COCOPRO compensare i precari con una retribuzione maggiore.

20.10|19:38
Bronza Coerta

… il Paese continuerà ad andare avanti guardando al 1960. Come al solito si fanno annunci ad effetto (aboliremo l’ICI) con dietro il nulla. Il punto a mio avviso non è posto fisso o precario, ma lo squilibrio di potere negoziale, in Italia, tra datore di lavoro e dipendente. In Inghilterra la precarietà è pagata di più: ma mica perché c’è una legge! Perché, invece, il dipendente ha un potere negoziale (cioè altre offerte) tale da poter scegliere se essere pagato meno, con un contratto da dipendente, o più, con un contratto da "precario". Nel 2010 pensare che tutti vogliano "il posto fisso" (il che è ovviamente diverso dal preferirlo alla precarietà all’italiana!) è follia. Pensare che si possa parlare senza prendere in conto gli impatti sulla competitività del paese e sulla disoccupazione, è follia. Dovremmo invece chiederci con onestà due cose: 1) che tipo di società vogliamo essere – un welfare state che ammortizza le crisi o un paese con un mercato del lavoro dinamico che massimizza le opportunità? Entrambi non è possibile. E peraltro ha senso proteggere la persona (es. formazione) non il posto; altrimenti si creano carrozzoni che falliscono e tutti a casa lo stesso. 2) se il precariato a basso salario viene accettato evidentemente c’è troppa offerta e poca domanda. Ce lo vogliamo dire che il mondo produttivo italiano non ha bisogno di tutta l’offerta di laureati e/o del mix attuali, e capire che strategia industriale fare?

20.10|19:38
cosimobello

Sia tremonti che berlusconi stanno smentendo quanto hanno fatto in 15 anni. Hanno liberalizzato i licenziamenti e incrementato lo sfruttamento e il lavoro nero . hanno fatto la guerra al posto fisso e con la scusa della flessibilità e della mobilità hanno portato i dipendnti alla depressione da lavoro. Oggi si smentiscono da soli ma i furbacchioni lo fanno perchè si avvicinano le elezioni regionali.

20.10|19:34
zerah69

Veniamo bugerati con le parole. Flessibilità significa che se dove lavoro non mi soddisfa pienamente, allora me ne vado e dopo una settimana mi trovo a lavorare da un altra parte con persone e ambiente diverse dove posso esprimere meglio le mie capacità. In Italia non esiste la flessibilità esiste il precariato, infatti se veniamo licenziati dopo una settimana staremo a scrivere curriculum che molto probabilmente verranno cestinati.