sul caso Marrazzo si sta in qualche modo ricomponendo il dualismo di parte. Non credo sia politicamente giusto. In questo modo non si fa che rafforzare la linea squallida di difesa del caso Berlusconi.

nel caso Berlusconi la linea di difesa è la PRIVACY violata e la linea d’attacco è imperniata sul rapporo mercenario documentato dalla d’Addario e non smentito.
 
io ho privilegiato altri aspetti: uso non corretto di luoghi per decreto definiti ISTITUZIONALI, relazione stretta fra la frequentazione di questi luoghi e nuove candidature politiche promesse e, a volte, mantenute.

mi ha molto stupito che in tutti questi fatti non sia stata constatata la rilevanza penale dei comportamenti del nostro amatissimo PRESIDENTE del CONSIGLIO!

nel caso Marrazzo, allo stato dei fatti, certamente c’è una situazione di PRIVACY, c’è però, e per me molto grave, la linea di difesa del Marrazzo che anzichè denunciare immediatamente l’avvenuto ricatto, a questo ricatto soggiaceva.

non mettere in evidenza questo aspetto è politicamente inutile, anzi dannoso e rende molto debole, a questo punto, la motivazione dell’attacco a Berlusconi, tanto da assumere l’aspetto di pura posizione di parte, perchè in fondo, come diceva stamattina a Primo Piano il vicedirettore di Libero, "ognuno è libero di fare quel che gli pare dalla cintura in giù" (dimenticando il must così ricercato dell’uso della bocca, conclusione abituale di molti squalliducci pornovideo!).

questa posizione sulla questione Marrazzo oltretutto serve a eliminare, dopo le dimissioni, la campagna mediatica e giornalistica così da lasciare evidente lo scontro, la frammentazione e le difficoltà di governo del
PdL.