al momento a casa con la scarlatta, però messaggia e ringrazia le banche e dice che la crisi è stata grossa e la ripresa sarà lenta (l’amico Draghi lo rincuora: si spera, ma è imprevedibile).

quel kattivone di un komunista del Finacial Time, per i fighi FT, ha sferrato un attacco micidiale a Blair il cui senso è: se da PREMIER (anche LUI) ha fatto casini e raccontato balle, dopo si vergogni ha raccattato soldi ovunque,persino più di due milioni di sterline per non fare un c.oso da non so quale associazione (tratto dal corrispondente Il Foglio a RAI 3, al quale corrispondente non piace da mai, alle 12 circa nel programma "dal mondo".

Il presidente è pronto a farsi avanti "if job is big enough", se l’incarico è di sostanza. Lo fanno sapere al Times alcuni fedelissimi di Tony Blair, in una fase decisiva per la designazione del futuro presidente stabile dell’Unione europea. Ma nelle cancellerie europee crescono perplessità e ‘no’: Blair a molti appare un candidato troppo ingombrante. 

Il tema è stato discusso ieri sera a cena, a Parigi, dal presidente francese Nicolas Sarkozy – da tempo sostenitore della candidatura Blair – e dal cancelliere tedesco Angela Merkel, molto più fredda sull’argomento. Nessuno vuole una spaccatura europea sulla figura di Blair, con vincitori e vinti, e allora le solite fonti bene informate dicono che a tavola Sarkozy e Merkel hanno esaminato anche altre candidature meno ‘dirompenti’, come quella del lussemburghese Jean Claude Junker. 

Blair, dicono a Londra, potrebbe rinunicare alle sue attività e ai suoi recenti incvarichi solo per un pieno mandato ‘politico’ europeo, non certo per un ruolo di rappresentanza. E leggendo sul Times alcuni numeri, si capisce perché : c’è l’incarico di JP Morgan che frutta 2,5 milioni di sterline l’anno; c’è l’expertise per Zurich (altri 2 milioni); ci sono le conferenze in giro per il mondo (anche 100mila sterline per appuntamento). Da quando non è più premier, Blair si è trasformato in un’azienda da 12-15 milioni di sterline in due anni.

Per l’Independent  a giocare contro Blair è la nuova composizione del governo tedesco: a Berlino ora contano di più i contrari alla candidatura dell’ex premier inglese. E lo stesso Sarkozy non farebbe le corse per essere visto come il capofila di una cordata perdente. Fonti vicine al premier italiano Berlusconi, scrive oggi il giornale inglese, lasciano intendere che a Roma su Blair nessuno ha cambiato idea, ma che certo ci sono "altri fattori da considerare". Fra questi, la convinzione che si fa strada nel cuore dell’Europa, a cominciare dai Paesi Benelux, che sia più opportuna una candidatura ‘low profile’.

A dar voce apertamente ai contrari, con un peso politico non trascurabile in Europa, è il Financial Times: "Blair è l’uomo sbagliato per l’Ue", è il titolo dell’editoriale. Che lascia poco spazio agli equivoci. Blair è l’uomo che ha diviso l’Europa con il suo sì alla guerra – disastrosa – in Iraq. Ed è l’uomo che per calcolo politico non ha saputo guidare l’opinione pubblica britannica verso un’adesione più piena e convinta del Regno Unito all’Europa, a cominciare dall’euro. 

Gli attributi di Blair per questo incarico non possono essere bocciati con leggerezza – conclude FT – ma non sono neppure di per sé auto sufficienti ad indicare che sia lui l’uomo che può dare all’Unione europea una scintillante nuova credibilità, con una spruzzata di polvere magica. Non si tratta di riscattare la sua reputazione. Si tratta di promuovere la causa europea, in patria e all’estero. E su questo terreno, lui è molto poco convincente". 

Su un punto sembrano d’accordo, invece, in molti: Blair, come sintetizza Le Figaro, è "troppo brillante per l’Europa". La vera causa del fallimento della sua candidatura, alla fine, sarà paradossalmente la forza e l’autorevolezza della figura. Un politico "troppo brillante perché l’Europa possa accettare di essere rappresentata da lui".

Per essere uno dei primi passi della nuova Europa uscita dal Trattato di Lisbona, quello della nomina del presidente assomiglia molto alle vecchie paralisi, spesso risolte da scelte poco coraggiose.

Povero BERLUSCONE, come farà solo con Putin e Gheddafi? Anche Letta e Tremonti, se non ci fosse Bossi a sostenerlo con il suo ictus…