oppure vogliamo chiamarlo: gli altarini di un ministro impietosamente svelati?

Lombardi, che è anche presidente della delegazione che cura le relazioni con il Parlamento italiano, ha comunque avvertito, con una battuta velenosa, che bisogna prendere molto sul serio la posizione del ministro delle finanze italiano Giulio Tremonti: «È forse l’unico ministro delle finanze al mondo che nella sua precedente professione quale giurista finanziario ha lui stesso trasferito importanti somme sui conti svizzeri. Conosce quindi perfettamente l’argomento».

Da Il Sole 24 Ore a proposito della guerra italo/svizzera per impossessarsi del danaro degli italioti previdenti in quel di Chiasso.

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Crisi e linguaggio nostrano.

Crisi e linguaggio 1. Silvio Berlusconi: "Il peggio della crisi finanziaria sembra sia alle nostre spalle, e sembra sia iniziata, sia pure lentamente, la ripresa". Il presidente del Consiglio esprime poi l’apprezzamento del governo per "il comportamento tenuto dal sistema bancario italiano".

Crisi e linguaggio 2. "La caduta in cui le nostre economie si stavano avvitando, tra la fine del 2008 e l’inizio di quest’anno – dice il numero uno di via Nazionale – si è fermata. Siamo meno sicuri che si stia effettivamente avviando una ripresa duratura, che non poggi solo sul sostegno straordinario delle politiche economiche". Anche da qui deriva la necessità, ”urgente", di riprendere "il cammino delle riforme".

Crisi e linguaggio 3. Dragi e l’allarme lavoro. I numeri del governatore. Draghi diffonde anche cifre poco incoraggianti sul fronte dell’occupazione: in un anno, da settembre 2008 a settembre 2009 – sono stati persi, rivela, 650 mila possti di lavoro. Ed è probabile che negli ultimi mesi del 2009 ci saranno ulteriori perdite.

Crisi e linguaggio 4. La polemica di Sacconi. Constato che oggi da più parti ci si è esercitati sui numeri della crisi, ma la crisi è sufficientemente seria perchè non ci si adoperi a mettere in discussione i numeri dell’Istat": così il ministro del Welfare, critico verso sia verso le cifre di Draghi sia verso quelle Cgil. "I dati dell’Istat – ha proseguito – dicono che si stimano a 1,8 milioni i disoccupati totali, mentre gli occupati superano i 23 milioni, con una perdita nel corso dell’anno di 378 mila unità".

Tutti esempi italiani

E questo quel che dice il Governo USA ma, soprattutto, l’analogo Presidente degli USA, l’abbronzato collega del nostro.

E il primo a moderare gli entusiasmi è proprio il presidente Barack Obama che che saluta «l’indicazione che questa recessione si sta dissipando e che le misure che abbiamo preso hanno fatto la differenza», ma avverte che «abbiamo ancora una lunga strada davanti a noi prima di rimettere in piedi completamente la nostra economia e di riprenderci da quello che è stato il declino più lungo e più profondo dai tempi della Grande Depressione». «Il parametro che utilizzo per misurare la forza della nostra economia non è solamente se il Pil è cresciuto o meno – ha avvertito il presidente -, ma anche se si stanno creando posti di lavoro, se le famiglie riescono meglio a pagare i conti, se le nostre aziende stanno assumendo e vanno bene», ha detto. Nel trimestre le spese pubbliche hanno avuto un forte impatto sull’economia. Il governo federale le ha aumentate le del 7,9%, dopo il rialzo dell’11,4% del precedente trimestre.

Le spese dei consumatori per beni durevoli, quelli destinati a durare almeno tre anni, aumentate del 22,3% nel terzo trimestre, il massimo dalla fine del 2001, in larga parte per effetto del programma federale "Cash for Clunkers", che ha offerto incentivi fino a 4.500 dollari per sostituire le vecchie auto con modelli nuovi e più efficienti. Un segnale incoraggiante è che le aziende hanno aumentato gli investimenti in nuovi macchinari e software dell’1,1%, il primo rialzo in quasi 2 anni. Le spese per l’acquisto di case sono aumentate del 23,4% durante i mesi estivi, il più grande salto dal 1986. È stata la prima volta dal 2005 che la spese per l’acquisto di abitazioni è stata positiva. Anche qui grazie alla mano pubblica che ha offerto un credito d’imposta di 8.000 dollari per l’acquisto della prima casa. Il Congresso sta prendendo in considerazione un’estensione di questa misura, che scadrà il 30 novembre.

Proprio il crollo del mercato immobiliare ha innescato la crisi finanziaria che ha portato alla recessione. Il ritorno alla salute del settore è considerato una condizione necessaria per assicurare la continuità della ripresa. Una delle preoccupazioni principali è comunque capire se la crescita potrà continuare una volta che l’effetto del programma di stimoli da 787 miliardi di dollari varato in gennaio dall’amministrazione Obama si esaurirà. La National Association of Business Economics prevede che la crescita rallenterà al 2,4% nell’attuale trimestre, e si attesterà al 2,5% nei primi tre mesi del 2010. L’economia non ha ancora risolto i suoi problemi: lo sa anche il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha detto che la ripresa non sarà abbastanza robusta da prevenire la crescita del tasso di disoccupazione, attualmente al 9,8 per cento. Per molti economisti crescerà fino al 10,5% a metà dell’anno prossimo. Oggi il dipartimento del Lavoro ha comunicato che i lavoratori ch hanno fatto richiesta di sussidi di disoccupazione per la prima volta sono diminuiti di 1.000 unità la settimana scorsa, a 530.000 unità. È stato un calo inferiore alle previsioni degli analisti, che avevano stimato il livello a 521.000. Sono ulteriormente diminuite, e in questo caso più del previsto, le preesistenti richieste totali di sussidi per la disoccupazione, 148 mila in meno a 5,8 milioni totali.

Domanda spero inutile:

Meglio la rude franchezza americana o il sottofondo narcotizzante, pubblicitario governativo, contraddetto dai dati dei comparti tecnici?