ben pochi di noi, suppongo, masticano abitualmente di leggi e processi e tribunali, a meno di non essere accidentalmente coinvolti (incidenti auto, beghe condominiali e simili).

mi è parso interessante questo articolo de Il Sole 24 Ore in merito ai reati suddivisi fra "brevi" e "normali", pur tutti compresi sotto i famosi 10 anni.

A fare da bussola, sta scritto nella relazione al disegno di legge sul processo breve, dovrebbe essere l’allarme sociale. È per i soli reati che rientrano in questa nozione almeno ballerina che viene stabilita un’eccezione al principio base dell’estinzione dopo 2 (o 3 al massimo) anni di durata di ogni grado di giudizio.

In questi casi l’interesse dell’imputato alla ragionevole durata del processo soccombe di fronte a quello della collettività all’accertamento della responsabilità penale e all’applicazione della pena. Di fatto però, testo alla mano, è sorprendente la ricognizione sui principali reati previsti dal nostro ordinamento penale, passandoli al setaccio della pena inferiore a 10 anni. Un criterio forse un po’ brutale, ma che se accompagnato all’assenza di precedenti penali è idoneo a cancellare il procedimento una volta spirato il termine.

Meglio procedere per grandi aree di illeciti allora per verificare la ragionevolezza delle scelte. Facendosi guidare dal Codice penale e dalle principali leggi speciali. Così, nel campo dei delitti contro la persona se è vero che l’omicidio resta escluso dal perimetro del disegno di legge, è infatti punito con 24 anni di reclusione, non altrettanto può dirsi di quello colposo (5 anni la pena).

A meno che, e almeno il processo Thyssen non dovrebbe correre rischi, l’omicidio colposo non costituisca una conseguenza della violazione delle norme a presidio della sicurezza dei luoghi di lavoro.

Stesso discorso per le lesioni personali, nella figura base: con 4 anni di sanzione sono ampiamente comprese. Ma non se le stesse lesioni sono frutto di un incidente sul lavoro oppure stradale.

Per le percosse poi niente da dire: rientrano a pieno titolo sotto l’ombrello del processo breve.

Poi, certo, siamo nel campo dei reati contro la libertà individuale, le forme più gravi di prostituzione minorile sono oggetto di una specifica eccezione, ma quelle "normali", con pena di 3 anni, invece sono comprese.

Come è sotto il rischio cancellazione la tutela anche penale che l’ordinamento fornisce soprattutto alle donne separate o divorziate quando l’ex coniuge non versa l’assegno di mantenimento.

Non è poi facile al profano seguire il filo della ragionevolezza neppure nel campo dei reati contro il patrimonio.

Infatti l’usura con 10 anni di pena è esclusa, come pure il riciclaggio o l’impiego di denaro di provenienza illecita. Poi però l’attenzione cade su delitti assai frequenti come le truffe e si scopre che con 3 anni di reclusione sono ampiamente intressate dalla possibile estinzione; come pure al macero potrebbero finire i procedimenti a carico di ricettatori.

La stessa criminalità dei "colletti bianchi", senza entrare nel merito dell’impatto sui processi in corso, è l’oggetto di un intervento quantomeno ambiguo. Perché se è vero che le forme più gravi, per le quali in questi anni sono state inasprite le sanzioni, come l’aggiotaggio, l’insider trading, la bancarotta fraudolenta, il market abuse (tutti illeciti con sanzioni comprese tra i 10 e i 12 anni), non sono interessate dal progetto, è altrettanto vero che, per esempio, vi rientrano, di molto, il falso in bilancio, quello di prospetto, forme di responsabilità dei sindaci o di infedeltà patrimoniale.

In tempi di sensibilità spiccata dell’opinione pubblica nei confronti delle condotte degli operatori economici e finanziari non proprio un segnale di guerra. Soprattutto se accompagnato alla mancata esclusione di molti reati contro la pubblica amministrazione: corruzione e abuso d’ufficio, tanto per ricordarne due.

Il disegno di legge già però fa ammattire gli interpreti chiamati a sciogliere i rebus che si presenteranno al momento dell’applicazione: come trattare i processi con più imputati dello stesso reato, alcuni incensurati e altri no. A rigor di logica il processo dovrebbe proseguire per questi soli.

Ma è ragionevole? Medesima riflessione quando c’è un cumulo tra più reati: prevale quello più grave, si procede solo per alcuni e non per altri? Domande per ora senza risposta.

La stessa organizzazione dei tribunali sarà poi messa a dura prova. Perché teoricamente i processi in prossimità dell’estinzione dovrebbero essere trattati in via prioritaria, pena la loro fine anticipata.

Ma questi processi hanno per imputati degli incensurati (lo dice il disegno di legge) e come affrontare allora i procedimenti con imputati detenuti? Anche in questo caso nessuna indicazione.

processo21

Se non avete capito molto, me ne rallegro,.. perchè io ben poco ho chiaro. Però qualcosa di minimo appare chiaro: è tutto e solo un gran CASINO, del resto non poteva essere diversamente visto il motivo che ha messo in moto tutta la questione e per il quale da 15 anni tutto il gruppo pensa alla riforma della Giustizia, solo che ogni volta salta fuori un problema diverso, un processo per reati simili e diversi.

Il fatto è che il nostro Presidente del Consiglio doveva fin dall’inizio fare una tranquilla, esauriente e completa esposizione di tutto quello che aveva, ha e avrà (anche in seguito)  combinato di penalmente rilevante per uscire dal casino finanziario in cui, alla fine politica di Craxi, si trovava. Solo così si sarebbe potuto scrivere il nuovo codice che, anche se non sarebbe stato napoleonico, sarebbe potuto almeno chiamarsi berlusconico

Già, pochi ci ricordiamo (lo diceva stamattina quel moderato giornalista de Il Mulino, che è Piero Ignazi, nell’ultimo giorno di conduzione di Prima Pagina delle 7.15) che allora Berlusconi era forse messo peggio del suicida Gardini.

Quando Craxi se ne va e lo lascia solo, Berlusconi è in balìa delle banche e privo di coperture politiche ed è questo il suo capolavoro perchè nessuno aveva interesse a ucciderlo economicamente, il sistema Italia avrebbe perso qualche migliaio di miliardi.

Chissà se questa consapevolezza era ben presente in quei politici sopravvissuti allo TSUNAMI di Mani Pulite per concedersi di andare poi alle bicamerali e ai tanti patti di crostate e conseguenti frittatesulla testa di tutti noi!