è esporre i limiti senza pudore, anzi con l’urlo finale:

e me ne vanto!

Ma di chè? L’articolo di Mario Ajello non lascia dubbi: si tratta di aver assegnato uno dei premi "milanesi" più tipici: l’Ambrogino d’Oro.

Milano e l’Ambrogino al bus-galera

Non per essere i soliti quiriti, innamorati dell’Urbe e antipatizzanti verso tutto il resto. Ma Milano, stavolta, c’ha proprio deluso. La più importante onorificenza di quella città, l’Ambrogino, carico di storia e di meriti culturali e civili (a parte il fatto che fu negato scandalosamente qualche anno fa a Enzo Biagi poco prima che morisse), è stata assegnata fra gli altri a un autobus. Come premio al servizio pubblico? Macchè. Il veicolo che ha vinto l’Ambrogino 2009 è il bus-galera dei clandestini.

Funziona così. Gira per la città, e raccoglie a bordo – con l’aiuto della forza pubblica e grazie alla scorta di alcune volanti della polizia – gli stranieri sorpresi per strada senza documenti. Vengono rinchiusi nel bus, che ha le grate da prigione sui finestrini, e deportati fino alla Stazione Centrale. Dove i passeggeri sono sottoposti ad accertamenti: chi risulta essere un immigrato irregolare, viene denunciato in base al reato di clandestinità incluso nel pacchetto-sicurezza da poco approvato in Parlamento.

E l’Ambrogino premia una cosa così? E Milano, città aperta e democratica, si sottopone a questa vergogna, anzi se ne vanta e la ricopre d’onore? Verrebbe da piangere, ma caviamocela così: questo deprecabile razzismo da ultrà rischia di rovinare l’immagine di milioni di razzisti perbene. 

E, ancor più valido, ma credete veramente che i leghisti siano così da poco per accontentarsi di questo premio, sia pure condito con le lodi a un furgone specializzato in extra-comunitari. 

 

Una piccola annotazione, ma veramente non c’era altro modo per attrarre l’attenzione degli elettori leghisti che fra qualche mese voteranno per il sindaco di Milano?