leggere gli articoli di Marcello Sorgi su La Stampa lascia spesso la sensazione che lasciano le unghie quando grattugiano la carta del falegname, quella per cercare di livellare le asperità in modo un po’ brusco per la grana più grossa.

era già successo qualche giorno fa quando il killer Schifani era stato inviato a mandare un avviso a Napolitano

E se ha deciso di rompere la corteccia istituzionale che lo ha vincolato finora, e compiere un gesto così grave, non è stato certo solo per lanciare un avvertimento al suo irrequieto vicino di Montecitorio. C’è dell’altro e c’è di più: rompendo il riserbo sulle elezioni anticipate, Schifani ha alzato la mira su Napolitano.

oggi lascia un altro segno nel confronto fra "l’italietta" del dopoguerra e della democristineria e quella così vigorosa, sempre si fa per dire, di oggi.

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Eppure, seppure la storia di Roma è da sempre scandita da scandali e misteri inconfessabili, ci dev’essere una ragione per cui il calendario politico-sessuale di quest’ultimo anno – da Noemi a Brenda – sembra aver segnato il punto di non ritorno. A fare la differenza non è l’assassinio o l’aspetto «noir» del potere, a cavallo tra il Palazzo e la malavita. Il cadavere, infatti, c’era già nello scandalo Montesi di mezzo secolo fa, con la scoperta, sorprendente per i tempi, sulla spiaggia di Capocotta, del corpo nudo di una donna morta dopo un’orgia. Non è il sesso che, in un modo o nell’altro, ha accompagnato la vita politica del Paese, arrivando a lambire il Quirinale degli Anni Cinquanta, e via via Palazzo Chigi, i ministeri, il Parlamento, fino il laticlavio dei senatori a vita. Non sono neppure i trans, ormai entrati con tutti gli onori nella vita pubblica, con una recente, ancorché non duratura, rappresentanza parlamentare, una star del Grande Fratello e gli spot di un nuovo canale satellitare della Rai.

A ben guardare, la diversità sta in questo. I politici del passato – e dei passati scandali -, benché colti a loro volta in un momento di debolezza, restavano fino in fondo politici. La loro vita, le loro giornate e gran parte delle loro nottate erano occupate da riunioni, incontri, attese e da quell’attività, impalpabile, a volte incomprensibile, che attiene al governo della cosa pubblica. Un lavoro che, al dunque, produceva risultati. Magari sbagliati, ma li produceva. I politici di adesso invece sono troppo impegnati a dimostrare che non c’entrano nulla con la politica, che tra l’altro disprezzano. Cosa facciano tutto il giorno – a parte ricoprirsi di insulti in diretta tv – non si capisce. La politica italiana è immobile. A ogni annuncio, segue immancabile la smentita.

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Le due immagini simbolo dell’«annus horribilis» che sta per finire, sono il grande materassone a tre piazze che entra trionfalmente a Palazzo

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Grazioli, nella casa romana di Berlusconi, e Marrazzo in mutande, filmato mentre scongiura i suoi carnefici di non rovinarlo.