KARO SARTORI. Un altro che si ritira dal dogma che avere i voti vuol dire fare quel che a LORO pare…

(…)

Poniamo, in dannatissi­ma ipotesi, che Berlusco­ni mi voglia cacciare in prigione. Potrebbe farlo? No, perché io sono protet­to dal principio dell’ habe­as corpus (abbi il tuo cor­po) che è quel cardine del costituzionalismo che ci tutela dall’incarcerazione illegale e arbitraria. Met­tiamo, d’altra parte, che io non voglia essere avve­lenato da «polveri sottili» e dal galoppante inquina­mento atmosferico, che io non voglia restare senz’acqua perché l’acque­dotto pugliese ne perde metà per strada, oppure che Pisa sparisca sott’ac­qua. In questi e consimili frangenti la democrazia descritta da Panebianco farebbe meglio delle non-democrazie? E’ lecito dubitarne.


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Le grandi civiltà idrauli­che del lontano passato raccontate da Karl Wittfo­gel furono create con stra­ordinaria perizia e preveg­genza dal despotismo orientale; tantissime lacri­me e sangue, ma anche straordinari risultati.

Il dispotismo illuminato del ‘700 fu, appunto, «illu­minato ». Mentre oggi an­diamo alla deriva senza nessuna «illuminazio­ne », con occhi che non vogliono vedere e orec­chie imbottite di cerume. I

l detto churchilliano tiene ancora? Sì e no. Sì, se lo dividiamo in due; no altrimenti. La mia pri­ma tesi è che la democra­zia protettiva dell’ habeas corpus e del potere con­trollato da contropoteri, è e resta il migliore dei re­gimi possibili per la tute­la della libertà dei cittadi­ni.

La mia seconda tesi è invece che il demopotere populistico e direttistico alla Chavez, e purtroppo ambito da Berlusconi, di­venta o può diventare uno dei peggiori sistemi di potere possibili.

PS: con una ben precisa ulteriore condizione, non possono arrestarmi, che i giudici siano indipendenti e, soprattutto, LIBERI!