la notizia è di quelle che piacciono tanto a il Corriere della Sega, un po’ di sesso pruriginoso, un po’ di donne in vista magari sul pomeriggio avanzato della loro operosa vita e sullo sfondo un altro po’ di cose che in qualche modo coinvolgono il nostro amato-odiato PdC. Amato-odiato dai bravi borghesi abitualmente vestiti di scuro con cravatta e che sul pc han sempre qualche link che rasserena occhi e spirito fra una trattativa e l’altra.

il riferimento, ovvio, è alla venturosa vicenda della Mussolini nipote e al solito giro "indipendente" Giornale infeltrito-Berlusconi e stavolta pure Sgarbi in cerca di tornare a fare notizia.

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«MESSA ALLA BERLINA» Sempre più visibilmente emozionata, la Mussolini ha raccontato che i fotografi sono andati a scuola dei suoi figli e che continuano a seguirla in ogni suo spostamento «non per fare le foto con loro, ma per vedere se vado a fare qualcosa. Questo è grave, questo è il danno che hanno fatto a una donna». E lanciando un monito preciso a tutti i giornalisti ha proseguito invitando la stampa a verificare le notizie: «Se si parla di un video di un mitomane – ha chiesto polemicamente – perché devo essere messa alla berlina da questo giornale? Non parlo di politica perché se ne facessi un fatto personale allora non vuol dire niente – ha incalzato l’onorevole sempre più agguerrita ed emozionata – ma sono qui con Paola Concia perché da questo articolaccio deve venire fuori una battaglia per la dignità dalle donne. Perché dobbiamo continuare a combattere, altrimenti l’8 marzo è carta straccia».

VIA DALLO STUDIO IN DIRETTA – A quel punto la Mussolini ha perso le staffe facendo il gesto di pestare prima e di strappare poi il giornale incriminato. Barbara d’Urso si è dissociata immediatamente affermando che «i giornali sono organo di libertà e democrazia e strapparlo è un brutto segno». «Penso una cosa – ha commentato la Concia -: non sono pochi gli uomini che la pensano come chi ha scritto l’articolo, per questo non è importante chi l’ha scritto, piuttosto che domani potrebbe accadere anche a me la stessa cosa per distruggermi sulla base di nulla e credo che questo non sia giusto». A conclusione dell’intervento delle due onorevoli è anche intervenuto il vicedirettore de Il Giornale Alessandro Sallusti per spiegare la versione del quotidiano ma i toni si sono accesi ulteriormente e l’onorevole Mussolini ha abbandonato in diretta lo studio.

«FELTRI SCRIVE COSE FALSE» Già in una precedente intervista a Il clandestino la Mussolini aveva preso di mira il quotidiano diretto da feltri. «Quello che ha scritto quel fregnaccione di Sgarbi su Il Giornale non è una lettera al direttore, ma un pezzo firmato da lui e commissionato, secondo me, da Vittorio Feltri. È una vergogna» ha spiegato la parlamentare Pdl. «L’articolo di Sgarbi offende tutte le donne, la loro dignità, anni e anni di lotte e di conquiste femminili. Il livello è bassissimo e Sgarbi si sta prestando ad un gioco molto pericoloso. Sono incazzata, amareggiata, delusa. Ma non mi arrendo». «Gli italiani stanno con me – ha proseguito la Mussolini riferendosi alla vicenda del presunto video hard -: hanno capito – rileva – che questa storia è opera di un mitomane e presto l’attenzione scemerà. Sono sposata da trent’anni, ho una famiglia, adoro i miei figli. Non ho niente da nascondere». La Mussolini accusa Il Giornale di aver scritto cose false. «Non è vero che sono stata contattata dal giornalista Gianni Pennacchi prima della stesura del suo articolo su di me. Non mi ha mai chiamata, non ci ho mai parlato. Anzi, aggiungo che Pennacchi è un giornalista parlamentare e tutti giorni è alla Camera. È possibile che da settembre ad oggi non ha mai avuto cinque minuti per venirmi a parlare e chiedermi chiarimenti su questa storia? Qui chi mente è Pennacchi, anzi Pernacchi».

In fondo di tutta quella gente forse è proprio la ruspante Mussolini a uscirne più genuina e spontanea, fosse pure vero quel video. Alcune uscite della D’Urso, ampiamente accompagnate da commenti da stadio, confermano una carriera e una consuetudine di vita omogenea a tutto un mondo che illustra come ragionino, si sollazzino e si relazionino quella particolare destra che trova nel Berlusconismo il proprio trionfo e nei nuovi cantori della stampa omogenea trovano armi e sostegno.

il motivo dell’attacco alla Mussolini? rimane piuttosto oscuro anche se può servire a tenere sotto scacco la Mussolini stessa qualora volesse in qualche modo intrupparsi con Fini. Imprevedibile, estrosa e passionale può combinare di tutto e, forse, invece della Santanchè ha un seguito che nella logica delle tecniche elettorali possono portare qualche centinaio di voti determinanti.

cari monsignori, questo è il modello di società che da tempo sostenete. Vi fanno più paura quattro gatti che rivendicano il diritto all’ateismo, più gli altri che rivendicano una separazione evidente fra religione e stato, della melma che trasuda ogni giorno dalle battute e dalle parole scritte di questa marmaglia senza il limite della neppure più banale decenza?