nel mondo italico del non detto ma molto spesso fatto tutto è possibile. C’è stata una volta in cui vennero mobilitati i forestali per un possibile colpo di Stato, figuriamoci se questa non potrebbe essere una soluzione, pur di non far sapere ufficialmente al mondo che a capo del Governo c’è qualcuno che, forse chissà forse potrebbe e chi dice di no magari anche, qualche volta direttamente o indirettamente, ha alluso colluso parlato con il CAPO DEI CAPI!

L’immunità in cambio del “commissariamento” del Governo. Ovvero tu ti salvi dai processi ma l’agenda della legislatura di qui in poi la dettiamo noi.

E’ l’incredibile scenario che l’ex vicedirettore de “il Giornale” e deputato del Partito Liberale Italiano svela al giornale della politica italiana nelle ore in cui il premier trema per le possibili rivelazioni sui suoi presunti rapporti con la mafia da parte del pentito Spatuzza, all’udienza che si è aperta da poco a Torino.

L’intervista in cui Letta allunga la mano alla maggioranza sulla giustizia, l’apertura alla bozza Violante per la riforma delle istitituzioni da parte di Cicchitto, sono tutti tasselli di questo accordo sottotraccia che, tuttavia, Berlusconi, recalcitrante rispetto ad ogni forma di “controllo” (vedi la sua idiosincrasia per alcune regole democratiche), è ancora restio ad accettare.

Ma questo potrebbe essere il giorno in cui ogni muro crolla, sotto la “bomba atomica” delle rivelazioni di Spatuzza. Intanto scopriamo cosa si starebbe preparando. Assolutamente da non perdere. Solo sul giornale della politica italiana.

di PAOLO GUZZANTI

Berlusconi si trova di fronte a un’offerta cui è veramente difficile dire di no, ma alla quale non ha ancora detto di sì. L’offerta è questa: noi ti diamo l’immunità, noi ti salviamo dai processi (almeno finché governi) e impediamo ai cattivi giudici, che spesso esagerano, di spaventarti. Dunque, tranquillo. Tu in cambio (e questo è il punto) rinunci alla TUA agenda di governo, specialmente per quanto riguarda le riforme istituzionali, e accetti la NOSTRA agenda. In altre parole, tu Silvio, dal momento che sei salvo diventi nostro ostaggio: cavalcheremo proteggendoti ai tuoi fianchi, davanti e di dietro, sarai protetto, ma la strada la stabiliremo noi.

Noi chi? Noi il comitato di salute pubblica che si è formato, zitto zitto: il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera, Pier Casini, con invito esteso a Bersani e al Pd. Cominciò Casini: mica possiamo bloccare il governo o fare una legge che ammazzi i processi. Diciamo che un presidente del Consiglio, finché è in carica, non può rispondere come un cittadino qualsiasi alle chiamate dei magistrati. I processi li subirà quando cesserà l’incarico. Oppure costituzionalizzazione del Lodo Alfano, con partecipazione della sinistra che quindi parteciperebbe anche agli utili: di fatto, un ruolo di governo.

Ciò SB lo sa, recalcitra, è contro i suoi principi: lui non vuole alcun controllo o controllore. Odia la democrazia perché lo sottopone a controlli, compromessi, revisioni. Minaccia le elezioni anticipate, ma sa che sarebbero la sua fine: Napolitano non lascerebbe fare a lui il governo elettorale e imporrebbe un governo istituzionale (Fini) che facesse un’altra legge elettorale, creando una nuova maggioranza con i finiani e forse l’intera sinistra più Casini e cani sciolti. Appena SB lascia Palazzo Chigi, va in tribunale. Dunque non lascia Palazzo Chigi e non vuole elezioni anticipate e grida che durerà tutta la legislatura.

Ma il comitato di salute pubblica l’ha preso prigioniero: se vuoi salvarti da processi e condanne, consegnaci la tua agenda. Da adesso la scriviamo noi. Enrico Letta ha già detto che si può fare, Violante ha mandato al PdL alcune sue idee di riforme e Cicchitto ha deto che se ne può parlare.

Berlusconi ancora resiste, scalcia, recalcitra, ma non ha scelta: o accetta, o lo aspetta la fine di Craxi o di Previti.

PAOLO GUZZANTI