oggi in Italia è giornata di numeri.

ha cominciato la produzione industriale che in ottobre è aumentata dello 0.5%, naturalmente sulla voce di settembre che però a sua volta era calata del 5.1%sulla voce di agosto.

tranquilli perchè in agosto era aumentata, sempre la produzione industriale, del 5.8% su luglio.

ripescate un po’ di matematica anche solo delle medie inferiori e vedrete che rispetto a luglio la produzione alla fine è aumentata in ottobre, rispetto a luglio dello 0.41%.

se continua così a fine luglio 2010 avremo un aumento della produzione industriale, salvo errori ed omissioni attorno allo 1.6-1.8%.

Ma i numeri non sono in economia, i numeri sono altrove e di quelli ormai non se ne preoccupa più nessuno, oppure no anche se a leggere il Corriere della Sera non sembra proprio.

Chissà perchè quei komunisti de Il Sole 24 Ore invece hanno un tono piuttosto molto preoccupato. O è perchè  anche loro in qualche modo sono costretti a lavorare per continare a sopravvivere, oppure Napolitano e Fini gli danno i biscottini.

Se volete lo ascoltate in diretta, sempre da Il Corriere della Sera.

Dimenticavo c’è anche un certo CORONA, anche LUI ha dato i numeri, anzi anche di più, forse perchè non ha quasi torto: prendersi 3 anni e 8 mesi per fare quel che altri fanno tutti i giorni a spese di nemici del padrone (Corona per soldi, altri per il potere…che alla fine sempre soldi e tanti sono) un pochino brucia.

Dopo la lettura della sentenza Corona, con i capelli rasati e visibilmente nervoso, ha subito parlato con i giornalisti presenti in aula: «Mi vergogno di essere italiano. Non so cosa farò, farò il carcere, non me ne frega un c…» ha aggiunto. Poi sui giudici: «Quello che c’è scritto sulle aule dei Tribunali ‘La legge è uguale per tutti non è vero. Io non ho più fiducia nella legge». «Per me era una battaglia – ha aggiunto Corona – e l’ho persa». L’agente fotografico, prima di andarsene visibilmente adirato, ha detto ai cronisti: «è una vergogna. Allora devono condannare tutte le agenzie fotografiche d’Italia e quella del caso Marrazzo».