è la prima volta che uno di quelli che straparla abitualmente per conto del PdL dimostra di preoccuparsi e mette le mani avanti.

il senso è molto specifico ed è diretto ai propri elettori: facciano quel che vogliono questi nuovi qui, ma non saranno certo loro a metterci in minoranza.

certo il ragionamento è riferito alla situazione di Parlamento e Senato, ovvio che in termini di consenso e di previsioni elettorali non ci sono dubbi, figuriamoci, hanno la maggioranza assoluta e anche di più. Perchè qualcuno ne dubita?

viene comunque da chiedersi, se con i deputati e senatori contati ora non combinano niente (a parte le leggi in difesa del kapo), se una parte di loro si separa come andrà?

LE REAZIONI NEL PDL – Immediate le reazioni del centrodestra. Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, parla di presa di posizione «sconcertante» e si dice convinto che «gli elettori Udc che sono dei moderati punirebbero senza appello una scelta di alleanza anche con Di Pietro e sinistra».
 
Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl alla Camera e che proviene dalle fila di An, ammette invece che «Casini pone questioni serie» ma che «non c’è all’orizzonte l’ipotesi di un governo alternativo a quello voluto dagli elettori nè avrebbe senso il ricorso al voto anticipato, essendoci una maggioranza ampia che ha un programma elettorale da rispettare».

Il ministro per l’attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi, ritiene quella di Casini una «ipotesi che non ha alcuna ragion d’essere ed è priva di fondamento» e fa sapere che l’unico motivo per cui Berlusconi potrebbe valutare eventuali dimissioni anticipate sarebbe una sconfitta alle elezioni regionali.

E il ministro Ignazio La Russa, che del Pdl è uno dei coordinatori nazionali, aggiunge: «Non credo che possa pensare a una riedizione di quei fallimenti disperati di chi non dice altro che no a Berlusconi. Ci ha già provato Prodi in passato con un segmento più piccolo»

Evidentemente quanti come me avevano festeggiato l’uscita di Ruttelli del PD non avevano capito niente o, per lo meno, non avevano capito l’enorme apporto di voti legati a Lui. In effetti c’è chi calcola il suo consenso allo 1% in termini di adesso ma potenzialmente, come bacino (nè labbra, nè anche, nel senso di valle che segue il fiume!) anche fino al 30%.

In ogni caso se il PdL si spaventa di questa Rana dalla Bocca Larga, vuol dire che si sente malandato non poco al solo pensare di restare senza Berluscone.

Api: Rutelli, puntiamo a diventare prima forza politica

(ANSA) – PARMA, 12 DIC – L’obiettivo di Alleanza per l’Italia e’ quello di diventare il primo partito del Paese, annuncia Francesco Rutelli da Parma. Parlando all’assemblea fondativa del partito, l’ex esponente del Pd ha auspicato di ‘far nascere un nuovo polo che nel giro di alcuni anni, incontrandosi con l’Udc di Casini e unendosi con le forze che condividano con noi valori e progetti, diventi la prima forza politica italiana’. Rutelli ha detto di rivolgersi ‘ai delusi della destra e della sinistra’