Lo pubblico per intero così come appare su l’UNITA’ di oggi, perchè è una opinione espressa più volte, perchè alla fine rassicura solo noi stessi e perchè rimane inevitabilmente individuale fra noi e il pc. Non c’è neppure l’andare in un luogo, esposrsi, incontrare qualcuno, riallacciare rapporti e consuetudini.

Firmare non basta

Noi siamo tutti dalla parte giusta e di conseguenza ci chiediamo l’un l’altro di firmare a favore di cause giuste: solidarietà, protesta, indignazione. Comprendo quelli che lo fanno, e i conteggi ossessivi di tutti i giorni per calcolare in quanti hanno firmato. Però temo che le raccolte di firme non producano altro che piccole soddisfazioni, non fanno altro che dare un segnale di grande civiltà a coloro che di questa civiltà se ne fregano.

Non lo contesto, ma mi chiedo a cosa serva se non a contarsi e constatare di essere in molti (sempre gli stessi). Ho già visto generazioni intere che ci hanno preceduto attraversare tutta la vita, firma dopo firma, e diventare vecchi e aver collezionato, nella sostanza, nient’altro che un’enorme quantità di firme poste sotto cause giuste.

Per questo ho deciso di non firmare più. Ho paura di passare anch’io tutta la vita collezionando migliaia di minuscole soddisfazioni per aver firmato per la causa giusta insieme a tantissime persone giuste come me.

Ma soprattutto, ho deciso di non firmare più nulla perché è un metodo concreto per ricordare a me stesso che io c’entro, che non sono innocente, che non posso tirarmi fuori, che tutto ciò che accade in Italia è anche un po’ colpa mia, anche se ho votato sempre per far accadere il contrario di quel che accade.

E che stare insieme a molti altri dalla parte giusta, non è sufficiente, non mi fa sentire migliore. Non firmo, quindi, per paura di esserne compiaciuto. Per paura che, alla fine, mi possa bastare.