il Sole 24 Ore certifica la situazione

(…)

Se i toni del dibattito politico tra i poli continuano a restare su livelli preoccupanti, lo stop di Fini sulla finanziaria è certamente giocato su toni civilissimi ma non meno rilevante politicamente.

«La decisione di porre la fiducia è deprecabile perché di fatto impedisce all’Aula di pronunciarsi sulla manovra». Argomenta Fini che la fiducia non è giustificata né da motivazioni tecniche né dal comportamento dell’opposizione, che non ha messo all’opera nessun atto ostruzionistico.

il presidente della camera nonché cofondatore del Pdl non ha aspettato neanche 24 ore dalla visita all’ospedale e dall’abbraccio commovente con Berlusconi per rimarcare i suoi distinguo e mettere i suoi paletti sul rispetto del Parlamento.

Fini, è chiaro, non rinuncia ai suoi progetti. Che ormai, in prospettiva, appaiono sempre più fuori dall’orizzonte del Pdl berlusconiano così come lo conosciamo. Chi parlava di ricompattamento della maggioranza dopo l’episodio di piazza Duomo potrebbe restare deluso.

Dopo lo stop di Fini gruppi di parlamentari sgomenti parlavano in Transatlantico di «un altro colpo in faccia al premier» e di «novello Bruto». Un po’ più elegantemente Sandro Bondi la mette così: «La decisione rischia di rinfocolare immediatamente le polemiche».

Tregua "violata", insomma, tra i poli e all’interno della maggioranza.

vecchietto E così conclude il quotidiano di Confindustria ricordando quel povero vecchietto nel chiuso dell sua cameretta d’Ospedale oggi vuota e silenziosa perchè tutti i visitors di ieri avevano altro da fare, ad esempio, e per fortuna, continuare a picchiarsi. Convinti, forse, che il vecchietto stavolta se l’è vista brutta e allora o cambia LUI o ci manda i CARRI ARMATI.

 A VOLTE I BUBBONI VANNO INCISI PER GUARIRE.

«L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio», diceva nelle stesse ore Berlusconi dal suo letto al San Raffaele di Milano.