almeno qui non ha, QUELLO là, il coraggio di tirar fuori l’argomento Italia. C’è comunque qualcosa di quasi strano nel voler mantenere un blocco unico di una azienda che di unico ha solo l’origine napoletana della maggior parte del personale, almeno dall’accento più diffuso.

(ANSA) – BRUXELLES, 22 DIC – Primo via libera, dopo lunghi negoziati,della Commissione europea alla riorganizzazione del trasporto marittimo pubblico italiano. Operazione che, secondo i piani del governo, sara’ realizzata attraverso la privatizzazione della Tirrenia e forse anche delle societa’ di navigazione regionali. ”E’ una notizia positiva”, ha commentato il commissario Ue ai Trasporti Antonio Tajani, perche’ ‘si e’ riusciti a raggiungere un’intesa tra Roma e Bruxelles’. Il meccanismo di privatizzazione proposto dall’Italia, ha aggiunto Tajani, e’ risultato ‘in linea con le regole europee. Ora pero’ bisogna fare presto”. Sul nostro Paese pende infatti una procedura d’infrazione aperta per violazione del regolamento Ue sul cabotaggio marittimo, procedura che, visti i tempi lunghi del riassetto di Tirrenia, portera’ quasi certamente la Commissione europea ha esaminare, all’inizio dell’anno, la richiesta di messa in mora. In una lettera del dg dei Trasporti dell’esecutivo comunitario, Ruete al rappresentante permanente dell’Italia presso l’Ue, l’amb. Nelli Feroci si ricorda innanzitutto che ‘la privatizzazione di Tirrenia non e’ stata sollecitata dalla Commissione europea’. E che la decisione di vendere in blocco la societa’, invece che fare gare per l’aggiudicazione di singoli contratti di servizio pubblico, ‘forza non poco’ le regole in materia di cabotaggio marittimo.

L’unica spiegazione ragionevole, a parte il rischio di mantenere la struttura gestionale del personale attuale che Brunetta dovrebbe cercare di conoscere, è che si voglia rassicurare gli attuali fornitori delle infinite cose, molte spicciole ma importanti (come rifornire cucine e aggeggi da cabina), che nulla cambierà.

Ci sono tanti modi per rassicurare la CAMORRA, anche per ricambiare l’appoggio nell’operazione Napoli PULITA.