i Presidenti del Consiglio hanno una loro residenza ufficiale, protetta e difesa ottimamente. Sene stia là invece di fare il Lorenzo Magnifico, tanto non lo è e come lasciava entrare chi gli pareva, purchè fossero femmine e mentalmente sottomesse e magari disponibili, continui anche adesso.

ogni poliziotto dedicato a LORSIGNORI è uno in meno per i cittadini  NORMALI.

ROMA (26 dicembre) – Da lunedì 28 dicembre scompare la storica fermata dei bus di via del Plebiscito, a pochi metri da piazza Venezia. Troppo vicina a palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi. L’Atac spiega in una nota che «l’intervento ha l’obiettivo di fluidificare il traffico per ragioni di sicurezza, legate alla vicinanza della residenza del Presidente del Consiglio».

La residenza è presidiata giorno e notte dalle forze dell’ordine e in passato davanti all’edificio ci furono gesti di protesta, come il 3 ottobre 2003, quando una cinquantina di appartenenti ai centri sociali gettarono tre bidoni di letame davanti al portone, aprendo poi uno striscione con la scritta "Sfrattiamo Berlusconi dall’Europa".

IN  COMPENSO c’è chi  lo ama e chi lo serve fedelmente

«Io ti voglio bene e vorrei dirti ti amo»: così don Gelmini si è rivolto poi a Berlusconi al termine della telefonata. «Qualcuno ti ha definito il diavolo – ancora le parole del sacerdote rivolte al premier – ma di solito si riconoscono diavoli coloro che diavoli sono. Noi ti vogliamo bene». Il fondatore della Comunità Incontro ha quindi rivolto a Berlusconi un nuovo incitamento, alzando la voce: «Non avere paura, tieni botta e vai avanti. Non arrenderti, per favore».

L’elogio di Gasparri. «Maurizio è un incomparabile presidente dei nostri senatori e conduce avanti le battaglie con un piglio da vero condottiero», ha detto ancora Berlusconi nel corso della telefonata, mentre Gasparri lo ascoltava nell’auditorium di Molino Silla della Comunità incontro di Gelmini. «Credo che tutti – ha affermato ancora Berlusconi rivolto a Gasparri – gli debbano essere grati per quanto ha fatto e quanto farà in Senato, tenendo unita la squadra».