è un bell’uomo ancora decisamente giovanile, quasi giovane. Ha pure un bel nome, Gian Maria che fa molto lombardo-piemontese di noblesse, quella borghese, non quella araldica.

lo stesso wikipedia è tacitiano (dallo storico latino  TACITO) senza fronzoli.

GIAN MARIA GROS-PIETRO

Gian Maria Gros-Pietro (Torino, 4 febbraio1942) è un dirigente d’azienda italiano, presidente di Autostrade S.p.A...

Laureato in Economia presso l’Università di Torino, ha insegnato economia nello stesso ateneo dal 1965 al 2004. Dal 2004 dirige il dipartimento di scienze economiche e aziendali dell’Università Luiss di Roma.

Dal 1997 al 1999 ha guidato la liquidazione dell’Iri con la carica di presidente. Analogo incarico ha ricoperto all’Eni dal 1999 al 2002.

Il professor Gros-Pietro siede nei consigli di amministrazione di Atlantia, Fiat S.p.A, Edison, Seat Pagine Gialle e Adige (BLM group).

Ma  non finisce qui,  se volete approfondire.

Certo che il nostro eroe deve avere delle doti di manager favolose, specie quando la sua attività manageriale è collegata a decisioni politiche importanti.

Si prenda ad esempio il caso di Autostrade S.p.A., oggi compresa dentro a un gruppo ancora più vasto dal nome quasi da epoche future: Atlantia. Questo gruppo è vero che ha contribuito non poco alla risistemazione di Impregilo (società non poco coinvolta nelle nebulose vicende dei rifiuti napoletani e annessi impianti di varie destinazioni mai realmente effettive) tuttavia con questo Governo in questo solo anno ha potuto godere di ben due aumenti medi.
Il primo aumento è scattato il Primo Maggio festa del Lavoro (degli altri) e redditizio ponte primaverile, l’aumento è il 2.4% .
In fondo bisognava pur riconoscere a quei tali che tanto avevano fatto per obbedire al nostro grande conductor che aveva combattuto a favore di Alitalia. Credo fosse la famiglia Benetton.
E adesso di nuovo, dal Primo dell’Anno 2010, un altro 2.5% valore medio sempre grazie approfonditi ragionamenti di dare ed avere dell’ANAS di cui, guarda caso, il solito Gian Maria Gross-Pietro è stato capoccia.
Non so se questi approfonditi ragionamenti saranno stati esaminati e discussi, con questa storia delle privatizzazioni molto spesso non si può più sindacare nulla, diritto privato dicono e roba come Corte dei Conti e magistrature varie fuori “da le bale”, perdite di tempo se ci sono reati ci pensa la Magistratura. Come ad esempio con Parmalat.
E intanto? Intanto l’utente paga, son finiti i tempi di quando Di Pietro si era impuntato e aveva preteso che i concessionari facessero quegli investimenti pattuiti.
Piuttosto cada il Governo, come effettivamente accade.