Calderoli ci vede bene. Avvitati in un gioco idiota ormai non se ne esce se non in modo traumatico e il trauma lo deve creare QUEL GENTILUOMO messo là sul COLLE supremo nell'unico modo possibile, DIMETTENDOSI.

Lo so che sono monotono, ma è l'unico modo per impedire a Berlusconi di arrivare all'ultimo gradino e consolidare un gruppo di potere a quel punto inamovibile. Più tardi ad elezioni avvenute con questa legge e con i numeri che l'alleanza Berlusconi-Lega consente non ci sarebbe più spazio.

Anche le pagliacciate su Battisti fanno sghignazzare, a sinistra sono ancora fresche le raccolte di firme dei soliti registi, scrittori, difensori dell'ambiente in suo favore, completate con l'ospitalità data ad almeno uno dei suoi accusatori operoso diurno a Liberazione. Per non parlare di tutti quelli ormai fuori a vivere, com'è inevitabile, la vita di tutti i "normali". E a destra? PER FAVORE, LASCIAMO PERDERE. Non è solo ZORZI il problema, il problema che del perché e del percome fecero quel che gli venne ordinato non se ne sa nulla e non se ne saprà nulla, finché non cadranno i SEGRETI DI STATO, se già non sono stati stracciati tutti i possibili documenti.

Certo ci sono problemi, che ne sarà dei tanti noi pensionati RICCHI A 1600/1700 EURO se l'Italia va in vacca? Forse che IN VACCA non ci siamo già? Forse che fra due, tre, cinque anni il potere d'acquisto di quei tanti euro non sarà di molto abbassato? Il prezzo corrente dei panettoni in questo Natale era praticamente doppio di quello del 2009, senza la solita ondata di offerte-smaltimento a nemmeno 2 euro.

Ma che ne sarà di quei fin troppo poco giovani (termine quasi ridicolo perché ingloba gente oltre i 30 anni)?

Nell'Italia politica di oggi, purtroppo, non si vedono le condizioni per raccogliere la lezione civile impartita da Napolitano. Anche il Capo dello Stato rischia di abbaiare alla luna. Già a maggio il governatore della Banca d'Italia Draghi aveva avvisato: "I giovani sono le vere vittime di questa crisi". La disoccupazione nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni è pari al 24,7% a livello nazionale e al 35,2% nel Sud. Quasi il 60% dei disoccupati totali ha meno di 34 anni. Le assunzioni nel 2009 sono diminuite del 30%, mentre quelle andate in porto sono regolate quasi tutte da contratti temporanei. Ma intanto, come avverte Pierluigi Celli nel suo ultimo libro, il 90% dei licenziamenti degli ultimi due anni ha riguardato contratti a tempo determinato. Ciò significa che i giovani pagano due volte il costo della flessibilità: in entrata (hanno solo contratti a tempo) e in uscita (sono i primi a perdere il posto). La pubblica istruzione non aiuta. Scuola e università, con o senza legge Gelmini, sono e continueranno ad essere come li descriveva Alberto Ronchey quasi trent'anni fa: parcheggi antropologici. I nostri laureati sotto i 30 anni hanno un tasso di occupazione inferiore del 20% alla media europea. Le retribuzioni medie, in ingresso, sono inferiori di oltre il 50%. Tutto questo è noto da anni. Eppure la politica non ha mosso un dito. Dobbiamo solo fare "un bel bagno di ottimismo", come ha proposto il Cavaliere nella sua indecente conferenza di fine d'anno. E invece ha di nuovo ragione Napolitano, quando lo avverte che "non possiamo consentirci il lusso di discorsi rassicuranti e di rappresentazioni convenzionali del nostro lieto vivere collettivo".

Non lo ascolteranno. Perché al dunque, a dispetto di una certa vulgata "liberale" terzista e a tratti fiancheggiatrice di questo centrodestra, sono loro, i governanti di oggi, i primi veri "conservatori". Sono loro che in due anni e mezzo non hanno cambiato di una virgola la "narrazione" fasulla intorno a questo Paese. I giovani scendono in piazza. Qualche delinquente indulge alla violenza, macchiando un intero movimento ed offrendo nuovi alibi al vecchio Potere. Ma non c'è un assedio al Palazzo d'Inverno, non c'è una piazza che urla e si oppone alle dure e indispensabili "cure" somministrate al Paese. Chi protesta, chi sta male, chi è inquieto, lo fa per la ragione contraria, e cioè perché da troppo tempo non si vede una sola riforma. "Gli abbiamo intossicato il futuro", è l'autocritica dolente che Zygmunt Bauman ha formulato di fronte ai disagi dei giovani d'oggi. "Tornatevene a studiare, invece di tirare le molotov", è la critica sprezzante con cui li ha liquidati Berlusconi, pochi giorni prima che Napolitano li ricevesse sul Colle. Tra queste due "visioni" c'è un abisso spaventoso. L'Italia ci sta precipitando dentro.

NELLO SCOPONE ITALIA OCCORRE SPARIGLIARE IL GIOCO.
 

E così non c'è più spazio per le BELLE FIGHE della FIOM, potranno pure avere ragione ma non è ritirandosi dal trattare e discutere che si vince, perché quando si smette di trattare la storia insegna che si sopravvive solo se si comincia a SPARARE, e i tanti cremaschini non son certo tipi da bomba e da mitra.
 

Così, cambiando fronte,  in FLI non son gente da MOSCHETTO, neppure come quello che usavo io 68 anni fa da CAPOSQUADRA dei FIGLI della LUPA a cartuccine rosse,  e caposquadra perché, zoppicante come sono da sempre, non avrei rotto così il passo ai miei commilitoni bambini. Ed è proprio questo che  in fondo tocca a FINI la cui funzione è solo quella di rendere possibile il trattare con SANTA MADRE usando il bello CASINI.
 

Ma anche CASINI è solo una pezza già fin troppo usata e lo SPARIGLIO probabilmente metterebbe fuorigioco, FINALMENTE, anche gli ultimi avanzi di RUINI.
 

INSOMMA QUAND'E' CHE MANDERETE AL MACERO TUTTI NOI VECCHIONI AVVITATI IN TROPPI RESIDUI DI MEMORIE?