pochi giorni fa parlando di rituali di gioco di una grande famiglia di agricoltori romagnoli di cui facevo parte grazie a mia madre sostenevo la necessità delle DIMISSIONI  di NAPOLITANO, per sparigliare il gioco politico.

tesi, credevo, piuttosto peregrina e che avevo già altre volte sostenuto senza suscitare nè interesse nè avversione per chi passa da queste parti. Semplicemente assurda e improponibile. Già cosa faremmo senza Napolitano PRESIDENTE?  Ma, scusate,  e che cosa combiniamo con BAUSCIONE comunque imperante. E poi, pur augurando a LUI lunga vita in salute e lucidità politica, nessuno è ETERNO, il BAUSCIONE e i suoi allievi mi pare proprio di SI'!

poco probabile? assurda? non so, certo insolita anche perché metterebbe fuori gioco molti degli attuali leaders, o supposti tale in gran parte dediti al gioco dei quattro cantoni nel loro futuro, improbabile oltre che di tipo in gran parte masturbatorio (Vendola e FIOM inclusi).

scopro oggi che qualcuno su queste ipotesi ha scritto un libro ed è andato ben al di là di quanto potevo aver immaginato io, forse perché nel mio immaginario personale NAPOLITANO, nel vecchio PCI, era piuttosto SBIAVDO, termine romagnolo dal significato complicato e non proprio premiante. L'interpretazione più edulcorata è SBIADITO,  INSIPIDO e via dicendo.

 

"E se il Presidente sbaragliasse il Cavaliere?"
In un libro, Napolitano leader del centrosinistra

Il capo dello Stato lascia il Quirinale. Missione: guidare l'opposizione nella sfida al berlusconismo. E' la trama del romanzo di un anonimo che si firma con lo pseudonimo di un giornalista italo-americano che tiene un diario.

di FILIPPO CECCARELLI