E allora parliamone pure.

E non tirerò fuori vecchie e risapute cose di come questo sindacato a sé stante abbia, negli anni non poi tanto lontan,i comportamenti in orario di lavoro "incomprensibili" o abbia dato copertura, se non sempre certo molto spesso, a ogni tiramento di culo di un pugno di esagitati. Esagitati che facevano comodo nei Congressi per mantenere il controllo della Federazione.

Parlo di altro, parlo di una nazione di uno stato dove il livello MEDIO di istruzione è decisamente basso e non per le misure  del livello delle conoscenze che da un po' si fanno, ma semplicemente perchè già il solo livello della scuola dell'obbligo è un livello molto alto per un numero anch'esso troppo alto di italiani.

Nel 2007 il 48.2 arriva "solo" alla media inferiore e nelle regioni del SUD addirittura la percentuale è in aumento rispetto agli anni precedenti, e non parliamo degli abbandoni.

Per i diplomi e le lauree siamo al 35% circa con il 7.6% di laureati, dati del 2001. Poi dovremmo andare a vedere quanti sono i ragionieri, i geometri e la valanga dei diplomi liceali, cioè a base culturale ottima, secondo le solite litanie. Ed è vero, ma è vero solo i gradi più alti della nostra struttura culturale e produttiva.

C'è una antica tradizione italiana che si rispecchia un po' ovunque, esercito incluso, abbondano gli ufficiali specie se superiori, ma i gradi intermedi (tipo sergente di molti film americani) e con responsabilità da noi sono introvabili e in ogni caso poco responsabilizzati.

Parlo di un Paese, di una Nazione che immagina una struttura "burocratica" che non si riesce a scongelare, dove si verifica, si controlla soprattutto la FORMA ma non c'è conoscenza tecnica di ciò che si controlla, perché è l'aspetto "giuridico" che tutela il funzionario da ricorsi ed è quello che il funzionario SA.

E veniamo all'aspetto ancor più preoccupante, il rapporto stato, finanza, produzione in questo che forse è rimasto l'ultimo stato di tipo sovietico vecchia maniera e per questa commistione le aziende sono valutate sulla base delle intersezioni fra politica ed aziende e, venendo al dunque, i SINDACATI sono allora attori importanti.

Finchè c'era spazio per il debito pubblico, che stranamente diminuiva o rallentava con i Governi Prodi o Ciampi, la FIAT stava buona e la FIOM invece pure, ma adesso che non c'è più ciccia per gatti (o per sorci?) qualcosa cambia per forza. E non parliamo, sarebbe tragico, del mondo PUBBLICO e non è detto che la SICILIA sia la peggiore (del resto il mondo del LAVORO PUBBLICO è ideale per sistemare le valanghe di diplomati ASPECIFICI).

Ma siamo riusciti a rendere inutili anche i laureati e diplomati SPECIFICI, per il semplice e banale stato delle cose che la non concorrenza interna, la mancanza di liberalizzazioni serie non ha provocato quella selezione sulla qualità delle nostre produzioni utilie e necessaria per sapere cosa far fare a ingegneri, fisici, chimici, biologi siano essi diplomati o laureati a 3 o 5 anni. Salvo, naturalmente, quei casi in cui si deve avere una figura professionale certificata (rifiuti, sicurezza, etc.) che però può essere in molti casi anche un professionista esterno, CERTIFICATO dall'ORDINE, oppure l'utile invenzione dello/a STAGISTA.

E il SINDACATO? o ci si è rotolato e avvolto dentro o ha mantenuto i deliri rivoluzionari palingenetici, SENZA neppure svolgere quel compito di analisi del guadagno aziendale utile per vedere se la percentualina riservata al lavoratore poteva essere, non si sa mai, aumentata.

E allora al referendum MARCHIONNE come si vota? Si vota con la PANCIA, con la PAURA, con la RASSEGNAZIONE, in nome dell'IDEA e se MARCHIONNE fosse meno STRONZO nel parlare sarebbe tutto anche più facile.

E sto rivedendo i miei anni di figlio di manovale (per motivi di forza maggiore mio padre da impiegato in camicia nera a lavoratore da PALA e PICCO e devo dire che trovò, lui, questo nuovo lavoro a 40 anni passati persino più attraente e guadagnandoci persino in salute a scavare buche per gli addetti gas acqua etc dell'ACEGAT triestina).

Solo che ogni sei mesi (quando scadeva l'appalto e il nuovo subentrante SCEGLIEVA chi tenere e chi no) vedevo e sentivo le discussioni concrete di mia madre e mio padre. E lui che tranquilizzava mia madre, quella mia madre che quando c'erano scioperi o questioni imponeva a mio padre di andare a lavorare nonostante dispiacesse, a mio padre, di lasciare soli i suoi nuovi compagni.

Per questo non sopporto i leaderini della FIOM che hanno voluto USCIRE dalla contrattazione per potere ADESSO avere le scuse giuste. Per loro è facile, ma quando si esce dalle trattative, e parlo degli anni passati, il SINDACATO ha comunque già perso. Lo dico da piccolo quadro sindacale che in qualche modo partecipava alle trattative per oltre duemila addetti alle scuole comunali bolognesi, in nome di un sindacato non rosso e quindi contro un COMUNE e una CGIL inevitabilmente non lontani.

Uscire dalla trattativa voleva dire un bel titolo su IL RESTO DEL CARLINO e nello stesso tempo, però, abbandonare la categoria a interessi economici (e anche politici) diversi dai loro.