e, soprattutto, DECIDONO.

Torino, 15 gen. – Passa sul filo di lana il referendum sull'accordo per il rilancio dello stabilimento di Mirafiori firmato il 23 dicembre scorso, da Fim, Fismic, Uilm, Ugl e Associazione quadri. Dopo quasi 10 ore di scrutinio, nei 9 seggi, oltre a quello del turno di notte, il risultato ha assegnato la vittoria al si' con 2.735 voti, pari al 54,05%. Il no si e' fermato a 2.325 voti, pari al 45,95%. Per la prima meta' dello scrutinio, riguardante i seggi dove hanno votato gli operai addetti al montaggio, si era avuta una predominanza del no, poi con lo scrutinio del quinto seggio, quello degli impiegati, il risultato si e' ribaltato. In totale i voti validi sono stati 5.060, mentre le schede bianche o nulle sono state 59. I votanti, quindi, sono stati 5.119, su 5.431 aventi diritto.

(…)

Fino alla fine non e' mancata suspance: durante lo scrutinio dell'ultimo seggio, si sono verificati momenti di tensione con il malore di un rappresentante della Fiom e la conseguente sospensione dello spoglio terminato oltre le 7 di questa mattina. La prevalenza dei "no" si e' avuta nei primi quattro seggi scrutinati relativi al montaggio con 1.576 voti contrari e 1.386 a favore e nel seggio 2, uno dei due relativi alla lastratura, con 218 no e 202 si'. In totale, i "si'" degli operai delle carrozzerie di Mirafiori, senza il seggio relativo al voto degli impiegati, superano i "no" di 9 voti.

Partiamo dal "piatto" imposto dal giocatore pagatore, MARCHIONNE: con il 51% PAGO i miliardi in gioco. Apparentemente gli è andata "bene", anche se parrebbe da vari segnali che avrebbe voluto perdere, come suggerisce una dichiarazione di tempo fa il cui senso era che produrre in Italia è comunque lavorare in perdita.

E allora il 51% dei votanti, 5119, è 2610 per cui i 2735 sono più che sufficienti, con un non piccolo nè banale appunto dato dai 449 voti del seggio IMPIEGATI. Già perché nel reparto LAVORO di produzione la differenza fra SI e NO è di 9 VOTI e se al totale di 5119 togliamo i 449 salta fuori che non si può raggiungere il 51% quantificabile in 2381, mentre al netto degli impiegati si arriva, per i SI, a 2340.

Formalismi? NO, perché il totale SI vede un contributo degli impiegati di circa 395 voti sufficienti ad arrivare a quel 54% abbondante.

E adesso? Adesso la FIOM può scegliere due strade, impostare un boicottaggio "intelligente" sulla produzione, nel senso che ci si muove in modo da non poter essere "individualmente" identificati e quindi licenziati, oppure attraverso qualcuno dei suoi attivisti provocare il licenziamento a causa del nuovo contratto, impugnare il licenziamento davanti al giudice fino anche al ricorso davanti alla Corte Costituzionale su qualche specifica norma contrattuale.

Con le opportune differenze, e solo per amor di metafora, fu con un tipo simile di boicottaggio che gli operai delle grandi fabbriche del NORD impedirono ai tedeschi occupanti di smantellare e trasferire impianti e attrezzature negli anni 1943/45. 

Al punto in cui i RIVOLUZIONARI FIOM sono adesso non credo abbiano voglia di percorrere la strada che la CGIL altra propone e cioé siglare l'accordo, essere quindi riconosciuta dalla proprietà e fare il mestiere che dovrebbe fare: trattare e ottenere quanto più è possibile di DIRITTI, LAVORO e PAGA. I SINDACATI tedeschi ci sono riusciti (da LIBERAZIONE.IT) e senza sventolare bandiere ma combattendo, trattando anche in ambito politico istituzionale.

MA FORSE E' PIU' FACILE FARE  (o meglio PROMETTERE) LA RIVOLUSSSIONE!

NB: qualcuno ricordi e ragioni che anche in termini politici finché si preferisce, e parlo degli OPERAI, rinforzare questa maggioranza votando LEGA o gli interessanti e utopici sognatori che vengon a piatire ai cancelli ben poco si può sperare di ottenere di duraturo. Non è più tempo di regali.