c'è chi ha parlato di squadracce fasciste rosse per un po' di casino vicino a casa Berlusconi, e questi tipetti qui?

ROMA – Aggredito e picchiato per colpa della politica. «Scusa, tu sei antifascista?». Una domanda a bruciapelo, poi le botte: calci, pugni e altri colpi alla testa inferti con un punteruolo. Sono le venti di mercoledì 2 febbraio, quando Massimo Pasqualetti, 22 anni, uno studente fuorisede iscritto al secondo anno della facoltà di Scienze motorie all’Università del Foro Italico, racconta di essere stato avvicinato da tre coetanei italiani, mentre aspettava l’autobus in largo Maresciallo Diaz, a pochi metri da Ponte Milvio. «Stavo aspettando il 69, dovevo andare a studiare a casa di un amico, quando ad un tratto si sono avvicinati tre ragazzi apparentemente normalissimi. Mi hanno chiesto se ero antifascista, ho risposto di sì, e in una frazione di secondo mi sono ritrovato a terra, con loro che mi ricoprivano di colpi. Quando mi sono rialzato, dalla testa grondavo sangue». Poi la corsa al Pronto soccorso dell’Ospedale San Pietro per farsi medicare le ferite. Il referto recita: «Trauma cranico non commotivo e facciale contusivo. Ed escoriazioni al cuoio capelluto».

CONTINUA con i particolari dei ritardi e il non arrivo del PRONTO SOCCORSO.