VINCE su quella dei CATTOLICI cosiddetti CREDENTI.

non è un mio giudizio ma di  DON SCIORTINO, ed è confermato, decisamente in piccolo ma anche i piccoli numeri suggeriscono comportamenti di molti quando sono realtà che abbracciano paesotti grossi, da certi collettivi religiosi riuniti in consorterie parrocchiali di cui ho notizia.

del resto ciò è comprensibile visto il rifiuto sostanziale di uno STATO che deve o dovrebbe essere equamente interessato al bene di TUTTI. In questo modo quel forse 30% di praticanti può imporre la propria PARTICOLARE visione del mondo a tutti, tanto che vige anche un autofinanziamento interno che richiama la DECIMA e che giustifica il non adempimento fiscale così in modo conseguente nello stesso tempo ricatta e appoggia quei partiti e gruppi larghi di favori economici per loro.

stiamo pagando l'eccessiva "fiducia" che portò i figli del PCI, anche D'ALEMA regnante a legiferare e iniziare ad appoggiare fortemente le scuole, gli Ospedali e tutte quelle iniziative paracommerciali che la UE ha minacciato di vietare ritenendole AIUTI DI STATO.

in fondo niente di diverso dagli agricoltori e allevatori PADANI che appoggiano la LEGA perché così fanno pagare le loro multe allo STATO. E, guarda caso, più che i piccoli allevatori lucrano soprattutto i grossi.

vien da pensare che far fuori, al momento POLITICAMENTE,  il BAUSCIONE non risolverà il problema specie se "DEMOCRATICI" alla PANNELLA o imparentati con certa SINISTRA intellatuoloide tentano di boicottare persino il 13 che è qui che arriva. O lo stesso pseudo leader pugliese alternativo che fa melina e rivendica il suo essere CATTOLICO facendo l'occhiolino a Vescovi, Cardinali e preti culo e camicia ancora con il BAUSCIONE.

Da un sondaggio lanciato dal settimanale "Famiglia cristiana" emerge che la reazione dei cattolici credenti di fronte al caso Ruby è stata debole. Secondo don Antonio Sciortino è un fatto che «dovrebbe fare riflettere davvero». Il direttore è intervenuto ieri sera durante un incontro su "Fede e democrazia" organizzato dall’Istituto De Gasperi a Bologna. «Nel sondaggio che abbiamo fatto sul caso Ruby, abbiamo chiesto ai lettori se la reazione dei cattolici era stata debole, forte o così così. Il 92% su 3.500 ha detto che c’è stata una reazione debole», ha detto il sacerdote. Poi secondo un commentatore del settimanale, ha continuato il direttore, «i più critici erano i meno credenti, mentre la reazione più debole è stata di quelli che vanno a messa. Questo dovrebbe fare riflettere davvero». E ha scandito: «Questo Paese che si dice tanto cristiano e si riempie la bocca di esserlo, poi vive con stili di vita totalmente paganizzanti e anticristiani», facendo scattare un applauso della platea, tra cui c’era anche la moglie di Romano Prodi.

Infine una battuta sui politici di oggi: «Quello che manca oggi è la formazione e la passione per la politica. Non abbiamo una classe politica all’altezza della gravità dei problemi del Paese». Don Sciortino è poi tornato ad invocare stili di vita più sobri, anche in politica. «Se non mettiamo più etica nella politica – ha detto – si passa all’affare e alla spartizione degli affari, alla divisione degli interessi o al malaffare». Poi ha criticato l’idea che i cattolici siano «cittadini di serie B, che devono stare nei loro recinti sacri e non disturbare il grande manovratore», invitando invece i credenti a «una maggiore vivacità» e senza aspettare che parlino solo i vertici ecclesiastici sui principali problemi del Paese. «Vi hanno tolto la parola – ha continuato don Sciortino sempre rivolgendosi alla platea – ma è vero che in parte ve la siete lasciata togliere la parola. Bisogna tornare a rivendicare spazi di autonomia e informazione». E ha concluso: «Abbiamo disertato la politica considerandola come qualcosa di sporco o in cui ci si sporca. Mentre la politica, ma non quella cui assistiamo tutti i giorni, è una politica alta, la più alta forma di servizio che si possa fare alla comunità diceva Paolo VI, per cui può essere via per farsi santi… certo, non quella a cui stiamo assistendo oggi, sia ben chiaro».

ALTERNATIVE?

Stringere i denti, partecipare ovunque si può, non rassegnarsi o rifugiarsi nel calduccio degli omologhi e andare nei SITI NEMICI, farsi sentire e… PREPARASI, i tempi si faranno ancora più DURI e più ambigui. Nel '43 il NEMICO era più facile, oggi è ambiguo e spesso è anche il collega di partito di opinione di BLOG.

E se si andrà a votare scegliere con la TESTA, non con la PANCIA.  sse