e così spuntano fuori antichi GIUDIZI e PRE-GIUDIZI come questo dei servizi britannici. GIUDIZI che non potevano essere ignoti al nostro BAUSCIONE, visto lo stretto collegamento fra loro e i nostri al tempo di SADDAM quando misero assieme la balla del NUCLEARE IRAQUENO per poter far guerra sotto le bandiere di BUSH.

Una notizia che rende il clima ancora più teso arriva da Parigi il 19 novembre. è il diplomatico J. N. Spreckley che rivela al Foreign Office: "Ho visto De Warren, mi ha riferito che sembra esserci stato un nuovo tentativo per uccidere Gheddafi: sarebbe stata trovata una bomba a bordo del suo aereo di ritorno dal Cairo… fortunatamente per lui la bomba ha fatto cilecca". E aggiunge: "Sembra che sia più nervoso del solito. I francesi sono convinti che dopo il probabile attentato in cui sono morti diversi membri della sua scorta, Gheddafi abbia avuto l'ennesimo collasso nervoso e che sia stato sottoposto a trattamento medico per tre settimane". Alla fine del 1971 gli inglesi aggiornano la "scheda personale" del rais. Il fascicolo è catalogato Fco 39/805: "è spaventosamente magro, con delle cicatrici permanenti sulla fronte e attorno al collo. In pubblico sorride frequentemente, ma quando è stanco o sotto pressione irrigidisce spalle e braccia".

Il dossier sul leader libico sarà arricchito di nuovi particolari sulla sua "sanità mentale" per tutti gli anni Settanta. Il 22 giugno '72 l'ambasciata di Tripoli comunica: "Vi è una sorta di logica folle in tutto ciò che dice e fa. Ma, naturalmente, la sua logica non è la nostra".

Il 29 gennaio '76, alla vigilia della proclamazione della "Grande Jamahiriya araba di Libia popolare e socialista", G. H. Boyce scrive (fascicolo Fco 93/828) da Tripoli al Foreign Office: "Spesso Gheddafi assomiglia più a Mussolini che a Nasser".                

A meno che non sia questo paragone a eccitare il nostro PdC!

Ma torniamo alle analisi de IL GIORNALE che si sbraccia in analisi utili a capire ma, soprattutto, a cercare di scindere il GHEDDAFI dai ricordi dei BACIAMANI. Baciamani che ovviammente penso rientrassero nel ruolo di MAGLIARO tipico del nostro PdC ammiccante ma attento ai propri personali interessi.

    La conseguenza è inevitabile: sangue, sangue e ancora sangue. L’impressione è che Gheddafi alla fine sarà costretto a fuggire. L’immagine, ridicola, del Raìs in auto con l’ombrello ricorda quella di Saddam Hussein braccato dagli americani nei giorni della caduta di Bagdad. In ogni caso la situazione rischia di essere molto imbarazzante per l’Italia. Se il regime dovesse cadere, la Libia tornerebbe ad essere il porto di partenza verso le nostre coste per decine di migliaia di immigrati. Se dovesse resistere, per noi sarebbe imbarazzante mantenere buoni rapporti con un leader sanguinario. E in entrambi i casi ballerebbero contratti milionari per le nostre aziende. Eni in testa. Non dimentichiamocelo: buona parte dei nostri approvvigionamento energetici dipendono proprio dal Nord Africa. L’esplosione controllata rischia di essere comunque devastante per gli interessi del nostro Paese  

Non abbiamo scelta e l'Italia non può certo influire sugli eventi, ma è inevitabile chiedersi: il prezzo è giusto?
 

C'è qualcosa di vero in questa conclusione ma il comportamento concreto del nostro MINISTERO DEGLI ESTERI è molto sconclusionato e nelle parole e nei comportamenti verso i nostri connazionali. Certamente c'è il timore che nei tentativi si sopravvivere il GHEDDAFI racconti di parole e fatti accaduti durante I BUNGA BUNGA nella tenda libica e italica oltre che nei passaggi finanziari che ne sono stati conseguenza con reciproca personale convenienza. Vedi operazioni riguardanti ENI e UNICREDIT e la solita IMPREGILO assieme ad altre importanti aziende (cala anche la JUVENTUS!) che, non per caso, hanno visto perdite di miliardi di valore in questi giorni. 

Ma tornando ai nostri compatrioti 

TRAGITTO A RISCHIO – Il volo di Ascani partirà all'alba. «Ma all'aeroporto – spiega il tecnico – ci dovrò però andare nel pomeriggio di oggi e vi trascorrerò in qualche modo la notte. Il personale della mia azienda, che mi sta supportando in tutto, si è offerto di accompagnarmi, mettendo a rischio anche la propria vita. Viaggiare nelle ore di luce sarà comunque pericoloso visto che le strade sono insicure e la situazine cambia di ora in ora, tra l'altro ho avuto notizia di altri raid aerei a Tripoli e Bengasi, ma non lo sarà mai come mettersi in strada di notte a bordo di un automezzo privato». Ascani ha saputo che altre ambasciate hanno invece organizzato diversi punti di raccolta nella città per poi promuovere dei convogli fino all'aeroporto. «A me invece è stato detto che avrei dovuto cavarmela da solo».

TELEFONI FUORI USO – Il tecnico non è riuscito a mettersi in contatto con altri italiani di che vivono nella capitale: «I telefoni cellulari non funzionano, è possibile utilizzare solo Skype, ma in situazioni normali non è una piattaforma che viene molto utilizzata e non ho dunque indirizzi di contatto. Non so se ci sono altri connazionali nella mia stessa situazione e non ho idea di come si siano eventualmente organizzati». Ora Ascani spera che la sua testimonianza possa servire come stimolo affinché l'ambasciata non lasci da soli altri italiani. «E voglio che sia anche una denuncia: se mi sarà successo qualcosa durante il trasferimento dalla mia abitazione all'aeroporto, sarà ben chiaro di chi sarà stata la responsabilità».

C'è chi se la prende con l'ex MAESTRO DI SCI attuale MINISTRO degli ESTERI e piùnoto per le sue telefonate dalle isole caraibiche che per lìattività di MINISTRO. Ma forse le sue incertezze temo dipenda più dall'essere sempre stato escluso dai meeting molto personali che il BAUSCIONE ha sempre condotto sempre da solo fosse PUTIN o GHEDDAFI o qualche SATRAPO ex URSS, tutta gente che rispetto a LUI hanno un pregio fondamentale: IL POTERE ASSOLUTO SUI LORO POPOLI.

   Manifesto a Tripoli di Berlusconi e Gheddafi.

  MA SE NON LO BUTTIAMO IN DISCARICA ADESSO

ALLORA QUANDO?

  

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ormai ha perso anche le MUTANDE