a compar SILVIONE. Almeno Gheddafi tira le bombe perché lo vogliono sbattere via dopo 40 e più anni di onesto lavoro, mentre invece il BAUSCIONE ha ordinato di far fuori MASI solo per quelle battute cantate a San Remo fra un finto FINI e un finto SILVIO.

Ecco l'accusa del Pdl: ci dici di non riuscire a controllare Santoro perché c'è una sentenza del giudice, lo stesso problema c'è per Paolo Ruffini a Raitre ma non è possibile che tu non sia in grado di non far attaccare Berlusconi nemmeno a Sanremo e su Raiuno, rete filo-governativa per eccellenza. Masi ha smentito qualsiasi voce di sue possibili dimissioni. Ma secondo altri si sarebbe già aperta una caccia alla collocazione alternativa (Eni?) per il direttore generale. Si delinea il possibile identikit del suo successore che potrebbe corrispondere a Vincenzo Novari, amministratore delegato di 3 Italia. Comunque giovedì sarà un Consiglio Rai anomalo e senza maggioranza di centrodestra. Sulla testa di Angelo Maria Petroni e di Giovanna Bianchi Clerici pende la minaccia di una sanzione di 200 mila euro della Corte dei Conti per aver votato nell'agosto 2005 la nomina a direttore generale di Alfredo Meocci, incompatibile in quanto fresco ex membro dell'Autorità per le Telecomunicazioni. Finché non si sarà chiarito il nodo hanno fatto sapere che non parteciperanno ai lavori del Cda.

E tutto questo mentre fra un po' non si sa chi ci darà gas o petrolio per continuare a produrre e vivere.

 

O FORSE BISOGNERA' ASPETTARE L'ESTATE QUANDO I RICCHI ITALIANI NON POTRANNO FAR PARTIRE I CONDIZIONATORI PERCHE' L'ENEL NON POTRA' FAR FUNZIONARE LE CENTRALI?