di qualcosa che ci si ostina a chiamare DESTRA.

1911, cento anni l'ottobre prossimo (neanche DUE NONNI FA!) un certo Benito Mussolini  (classe 1883) e anche l'altro, PietroNenni (classe 1891), vengono arrestati per "attentato alla libertà del lavoro, resistenza alla forza pubblica e incitamento alla lotta di classe". Verranno tradotti a Bologna, condannati in appello a sette mesi e mezzo il primo, cinque mesi il secondo. Erano intervenuti a bloccare un treno di coscritti destinati alla LIBIA.

Ma non fu questa l'unica occasione di incontro fra l'allora Repubblicano e segretariodella Federazione braccianti della NUOVA CAMERA DEL LAVORO di Forlì  Pietro Nenni e il Segretario Provinciale Socialista Benito Mussolini.

E qui riprendo il discorso iniziale, quello dell'ARCIPELAGO SOMMERSO, riportando un post recente che rielabora con ammirazione e affetto l'avventura politica e umana di TRE personaggi, aggiunge infatti ai due anche Nicola Bombacci (classe 1979), al momento socialista e che sarà uno dei promotori della scissione di Livorno anche se sarà come per caso dimenticato dalle nostre cronache post 25 aprile 1945 per essere tornato vicino all'antico COMPAGNO così da venir appeso per i piedi a PIAZZALE LORETO. A proposito di Bombacci, ricordo una recente interessante sentenza che indirettamente si collega al Bombacci e che riprende le discussioni in atto fra gruppi considerati di Destra se non addirittura FASCISTI. 

Le amicizie non si scelgono a caso ma secondo le passioni che ci dominano. (Alberto Moravia).

Le storie di 3 romagnoli purosangue si incrociano per la prima volta nel 1910.
Il primo dei 3, nato a Civitella nel 1879, nel 1921 fondò,insieme a Gramsci e Bordiga,il partito comunista d’Italia.
Il secondo,nato a Predappio nel 1883, fu fondatore e capo indiscusso del fascismo nonché Duce dell’Italia fascista per più di 20 anni.
Il terzo,nato a Faenza nel 1891, fu leader e uomo fondamentale del Partito Socialista Italiano.
Origini umili,umilissime.
Nati in una terra rivoluzionaria dove Marx era più conosciuto del Vangelo e della Bibbia, i 3 si tuffano sin da giovanissimi nella vita politica locale.
I tre romagnoli sono,per ordine cronologico, Nicola Bombacci, Benito Mussolini e Pietro Nenni.
I primi due nel 1910 erano ferventi e conosciuti socialisti intransigenti che operavano tra Forlì e Cesena.
Nenni invece era un giovane leader repubblicano.
Bombacci e Mussolini da una parte,Nenni dall’altra.
Ma allo scoppio della guerra libica, Mussolini,Bombacci e Nenni scelgono la piazza per protestare contro l’intervento militare ed è proprio la piazza che li unisce e che gli fa capire di avere uno scopo in comune,uno scopo nobile che sia i braccianti (socialisti) che i mezzadri (repubblicani) richiedono a gran voce: LA RIVOLUZIONE!!!
Finiti i disordini di quei giorni caldi, Nenni e Mussolini vengono imprigionati nella stessa cella.
Nascerà un’amicizia vera tra il futuro Duce e il giovane repubblicano.
Nenni è attratto dalla figura di Mussolini ed è proprio grazie all’influenza dell’uomo di Predappio che il giovane di Faenza conosce il socialismo.
Questi 3 amici sono destinati ad arrivare in cima alla vita politica nazionale,chi più e chi meno.
Dopo i giorni della protesta contro l’intervento in Libia,le strade dei 3 si dividono.
Mussolini si afferma al congresso di Reggio Emilia e Bombacci sostiene la sua linea rivoluzionaria contro il riformismo di Turati e Treves.
Nenni invece va a Jesi. E’ ancora repubblicano ma l’influenza di Mussolini lo sta portando alla conversione socialista.
Mussolini e Bombacci si sentono spesso in questo periodo,
Hanno frequentato la stessa scuola, si sono diplomati come maestri elementari assieme ed hanno condiviso le stesse battaglie politiche.
Bombacci rimane colpito dal giovane maestro di Predappio sin da quando,in un convegno sull’educazione dei minori a Santa Vittoria, Mussolini denunciò la condizione dei bambini nelle campagne.
L’occasione per la riunione dei 3 amici fu la <<settimana rossa>> scoppiata in Romagna nel giugno 1914.
Nenni,Mussolini e Bombacci sono protagonisti di quei giorni.
Nenni e Bombacci finiscono in carcere, Mussolini la scampa ma non dimentica i due amici a cui inviava quotidianamente una missiva di sostegno.
La <<settimana rossa>> è l’ultima occasione di vedere i 3 amici combattere per lo stesso scopo.
Scoppia la prima guerra mondiale e Bombacci,a differenza di Mussolini e di Nenni, resta fermo sulle decisioni del partito che aveva scelto <<la neutralità assoluta>>.
Mussolini e Nenni sono invece due interventisti.
Questo non inclina l’amicizia e la stima che Bombacci aveva soprattutto per Mussolini.
Bombacci diventa leader del partito socialista e nell’immediato dopoguerra riesce a portare ben 156 deputati socialisti in Parlamento.
Mussolini era stato espulso all’inizio della guerra ed aveva fondato “Il Popolo d’Italia”.
Nenni era rimasto repubblicano.
Il 23 Marzo, a Milano, Mussolini fonda i Fasci di combattimento.
Nenni aderisce convinto e insieme ad Arpinati fonda i Fasci di Combattimento bolognesi.
Ma la sua permanenza è breve.
Nenni abbandona il movimento per emigrare nel partito socialista proprio quando Bombacci aveva dato vita alla scissione di Livorno che porta alla nascita del partito comunista d’Italia.
I destini dei 3 amici si dividono definitivamente.
Bombacci comunista, Mussolini fascista,Nenni socialista.
Li accomuna ancora quel desiderio di cambiamento radicale, li accomuna ancora la rivoluzione.
Ma ognuno dei 3 la vuole realizzare in modi diversi.
Prevale il metodo di Mussolini che riesce a prendere il potere.
Nenni si ritira in Francia,Bombacci invece è attivo nella vita politica interna e da leader comunista tende la mano a Mussolini e ai fascisti per unire le due rivoluzioni.
Viene espulso dal partito comunista e cade in miseria.
E' Mussolini a salvarlo trovandogli un lavoro e inviando cospicue somme di denaro per il sostentamento della famiglia.
Bombacci,in segno di gratitudine,richiede la tessera del PNF anche perchè considera positivi i programmi sociali del fascismo.
Mussolini gliela nega. Gli squadristi sono ancora troppo rancorosi verso il comunista “barbone”.
Ma Mussolini lo continua a vedere, continua a consultarsi con il vecchio amico e gli permette anche la pubblicazione di una rivista comunista “La verità” (e poi dicono che il Duce aveva proibito la libertà di stampa!).
Nenni diventa direttore dell’Avanti in Francia,foglio clandestino che arrivava al mio stesso bisnonno durante gli anni del “regime” fascista.
Quando i tedeschi occupano la Francia, Nenni riceve la visita della Gestapo che è intenzionata a trasportarlo in un lager in Polonia ma Mussolini fa pressioni su Hitler e salva dall’atroce sorte l’amico di sempre.
Nenni viene affidato alle guardie regie che lo confinano a Ponza.
Ed è proprio Ponza il luogo della prigione del Duce dopo la destituzione dell’8 settembre.
Mussolini pensa a Nenni e esprime il desiderio di volerlo incontrare.
Ma Nenni non è più a Ponza. Ora è membro dirigente del CLN e il suo sentimento rivoluzionario si è estinto.
Mussolini viene liberato e fonda un nuovo Stato su Lago di Garda ed è qui che ben presto lo raggiunge Nicola Bombacci che aderisce convintissimo alla Repubblica Sociale.
Sono i 600 giorni della RSI (nome consigliato a Mussolini proprio da Bombacci) giorni in cui il Duce riscopre l’amicizia mai estinta dell’ex Lenin romagnolo.
Il sogno di una vita, la socializzazione.
Ora i due amici possono realizzare questo sogno e lo possono realizzare insieme,fianco a fianco.
Mussolini arringa i suoi, Bombacci parla agli operai e li chiama <<compagni>> ma anche <<camerati>> li invita a credere nel progetto e a credere in Mussolini <<l’unico uomo che può fare la rivoluzione>>.
Ma la guerra travolge la situazione.
Mussolini,convinto da Pavolini,decide di spostarsi in Valtellina con i fascisti fedeli per l’ultima battaglia.
Per affrontare il viaggio, Mussolini vuole accanto a sé Bombacci,l’eterno amico che prima di salire sull’auto dice a Tavolini <<dove va lui,vado io!>>.
Il resto è cosa nota.
L’amico di sempre accompagna il Duce verso quello che,in tutti i casi,sarebbe stato l’ultimo viaggio da compiere.
Chissà cosa si saranno detti in macchina i due amici e chissà cosa si saranno detti poco prima di dividersi per sempre.
Bombacci muore gridando <<viva Mussolini!>> <<viva il socialismo!>>.
Nenni,avvisato della morte di Mussolini prima e di Bombacci poi, si commuove senza scomporsi.
Qualcosa era morto anche in lui.
Era morto per sempre in lui anche lo spirito rivoluzionario.
E' Nenni e gli altri del CLN che impedirono il compimento del sogno di Mussolini e di Bombacci: la socializzazione!
Bombacci-Mussolini-Nenni: tre amici, un unico scopo: la rivoluzione!
Forse lassù, Nenni si sarà pentito e sarà tornato al fianco dei suoi amici di sempre.
Camerateschi saluti