ma solo per il numero del giorno che anche quel NOVEMBRE  era il 3 e l'anno era il 2002. Strano che sia il giornale della Confindustria a ricordarlo, forse per le polemiche fra Industria e Banche o lo scontro in atto fra i PADRONI DEI SALOTTI BUONI e quelli NORMALI che non hanno il CULO COPERTO, come quel giorno.

il 3 novembre 2002. Una domenica. Quel giorno Cirio dovrebbe rimborsare un prestito obbligazionario da 150 milioni di euro. Ma non ha i soldi. Da qualche mese il patron Sergio Cragnotti tratta con le banche per trovare quella cifra. Per pochi milioni, narra la leggenda, non ce la fa: così l'8 novembre Cirio finisce in default.

Un evento che, col senno del poi, ha avuto conseguenze non solo per il gruppo alimentare e per i 35mila risparmiatori coinvolti. Ha avuto ripercussioni ben più ampie: ha messo infatti in luce le anomalie di un mercato obbligazionario italiano che serviva solo alle banche per ridurre l'esposizione su società in crisi scaricando il "cerino" sulle famiglie.

Il gruppo Cirio nel 1999 aveva un debito nei confronti del sistema bancario di 565 milioni di euro: l'esposizione scende a 447 milioni nel 2000, a 328 nel 2001 e a 304 nel 2002. Nello stesso tempo emette sette obbligazioni, che le banche vendono alle famiglie italiane, per un totale di 1,125 miliardi di euro.

E inizia il gioco che molte aziende e aziendine conoscono bene:si copre la carta con della carta con laperfetta consapevolezza di entrambe le parti. C'è però qualcosa che non va: quella carta lebanche la dovrebbero tenere nei propri cassetti e, invece, la rifilano ai loro clienti, quelli più TONTI e FEDELI perché sono loro che, vedendo il basso interesse che ci si guadagna allora è vero: SONO SICURE!

e, CONTINUA IL GIORNALE DI CONFINDUTRIA

A prescindere dall'esito del processo in corso a Roma – e tenendo conto del fatto che tanti altri procedimenti penali che hanno provato a incastrare le banche dimostrando la truffa si sono chiusi con l'archiviazione – la vicenda Cirio ha avuto il merito di scoperchiare un pentolone e di bloccare un mercato obbligazionario che faceva gli interessi di tutti tranne che dei risparmiatori. Perché, e non solo con Cirio, il mercato funzionava così: di obbligazioni senza rating, senza rendimenti adeguati, senza prospetto Consob, senza alcun appeal era piena l'Italia. Quasi tutte sono finite nei portafogli delle famiglie. Alcune, a partire da quelle note di Parmalat e Giacomelli, hanno seguito la sorte dei Cirio-bond.

PS: SARA' UN CASO MA IN QUELL'AFFARE C'E' DENTRO PROPRIO IL GERONZI PER COMBINAZIONE AL CENTRO DELLE POLEMICHE DI QUESTI GIORNI! GERONZI E' ANCHE IL PRINCIPALE AMICO BANCARIO DEL NOSTRO IMMARCESCIBILE BERLUSCONI.

 

MAGARI ANCHE LUI IN ATTESA DELLA PRESCRIZIONE SUPER BREVE… 
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