lasciamo perdere le barzellette del BETTY ultimamente  finite a livello di una volgarità che neppure negli angiporti verrebbe apprezzata, come quella della MELA dal profumo singolare che "migliora" se la si annusa dall'altra parte.

lasciamo pure perdere le 36-60 ore ormai scadute (per fortuna per LUI ci si è messo il vento e, forse grazie alle preci degli ultraleghisti di due barconi e 400 persone nulla si saprebbe).

e lasciamo pure perdere la storia che dobbiamo e siamo ospitali noi italiani per coprire l'angolo con il Cardinale, il quale Cardinale (chissà a che costo) gli ha coperto il culo segnalando l'impegno delle proprie truppe caritatevoli e la necessità che l'UE arrivi finalmente (suppongo con i soldi, più che con personale in campo. Personale pericoloso perché potrebbe conoscere il vero).

e non parliamo di obiettivo 330 deputati cammellati proni e in contanti che arriveranno sicuri e che, come certi sindacati ultras, interverranno a sorpresa standosene a casa o alla bouvette qualora non gli siano stati serviti panini euro e, perché no, escort pronta cassa già pagata.

il problema vero è, ma sti cazzo di migranti ci rubano il pane, il companatico e chissaddio che altro? Ed ecco arrivare Ricolfi a dire delle cose verificabili, in questa crisi gli occupati italiani sono calati, quelli immigrati sono cresciuti, e non di poco, di 500.000.

ma allora è vero… Ma purtroppo no, non è il vero che ci piacerebbe perchè la nostra cara e simpatica Italia e gli italiani che in questi anni abbiamo cresciuto e coccolato non ci vogliono stare a un lavoro di merda qualsiasi

Come è possibile? In parte lo sappiamo: gli italiani, pur non essendo molto più istruiti degli stranieri regolarmente residenti in Italia, non sono disposti a fare tutta una serie di lavori che gli stranieri invece accettano. Ma questa non è una novità. La novità è che durante la crisi l’occupazione straniera è esplosa, e continua a crescere a un ritmo elevatissimo. Anche nell’ultimo anno, con i primi timidi segnali di ripresa, gli italiani hanno perso qualcosa come 166 mila posti di lavoro, mentre gli stranieri ne hanno guadagnati ben 179 mila (+9,1%).
È possibile che una parte dei nuovi posti di lavoro siano state semplici regolarizzazioni, soprattutto relative a «badanti» già occupate. Ma questo meccanismo può spiegare solo una parte dell’aumento, visto che – nonostante la drammatica crisi dell’edilizia – l’occupazione degli stranieri maschi è aumentata di quasi il 30% in soli 3 anni, e continua ad aumentare anche in questi mesi.

La realtà, forse, è un’altra, più difficile da digerire per noi italiani. Nella crisi, il nostro sistema produttivo è diventato ancor meno capace di prima di generare posti accettabili per gli italiani. È per questo che gli immigrati regolari stanno lentamente, ma implacabilmente, diventando uno dei segmenti più dinamici e attivi della società italiana, come mostrano l’andamento del tasso di disoccupazione (in calo per gli stranieri ma non per gli italiani), il contributo al Pil, il valore delle rimesse verso i Paesi d’origine, il moltiplicarsi in ogni parte d’Italia delle partite Iva e delle micro-imprese gestite da immigrati: negozi, bar, officine, aziende di trasporti e di servizi. È triste ammetterlo, ma gli stranieri occupati in Italia sono diversi da noi non già perché «loro» sono meno istruiti e meno ricchi, ma perché somigliano a quel che noi stessi eravamo negli Anni 50: un popolo uscito da mille difficoltà e determinato a conquistarsi un futuro a colpi di sacrifici e duro lavoro.

Visto da questa angolatura il problema dell’immigrazione assume contorni un po’ diversi. Sul versante del mercato del lavoro, il problema dell’Italia – per ora – non è di essere invasa dagli stranieri, ma di essere più adatta agli stranieri che agli italiani. Il nostro guaio non è che gli stranieri ci portano via i posti di lavoro, ma che ci ostiniamo a creare posti che né noi né i nostri figli sono disposti a occupare. Camerieri, pizzaioli, fattorini, autisti, badanti, muratori continuano a servire al sistema Italia. Molto meno ingegneri, tecnici specializzati, ricercatori, tutti mestieri per i quali – se si è davvero bravi – forse è meglio guardare alle opportunità che si creano negli altri Paesi avanzati che sulla scuola, la ricerca e la cultura hanno puntato più di noi.

Però andrebbero dette anche altre cose, andrebbe detto che i nostri signori e padroni delle aziende non sono poi così innocenti, perché se questi sono i lavori disponibili è perché i signori IMPRENDITORI solo QUELLO SANNO FARE, hanno cioè solo idee adatte alla loro cultura, alle loro conoscenze e alla scolarità concreta dei nostri immarcescibili giovani e meno giovani. Già, come dicevo ai miei allievi venti-trenta anni fa: per NOI è stato facile, è BASTATO LAVORARE e c'è stata possibilità per tutti perché ELEMENTARI ERANO LE QUALITA' OPERATIVE RICHIESTE!

Questo è quel che si richiede, e si richiede anche al barista, alla parrucchiera, alla modista e all'operatore turistico. Quest'ultimo in particolare non può essere semplicemente un predatore che rapina quel coglione di tedesco, di milanese o di calabrese in vacanza perché poi i conti li fanno e, in giro per il mondo, ce n'è di gente che sa far bene il SUO MESTIERE!

BUONA DOMENICA con tanta simpatia e preoccupazione per noi vecchietti e per quanti di VOI hanno quei 40/50 anni come i miei figli e i 3/15 anni dei miei nipoti.