come i genitori di questa RAGAZZINA in emorraggia cerebrale che prima però le regole e le ISTITUZIONI gli imponevano il TRIAGE.

TRIAGE per decidere di decidere, TRIAGE per fare qualcosa, per decidere che cosa si deve studiare per mettere le basi al FARE.

così che come nel caso di Palermo tutti possano giustamente concludere:

 "Chiedo – insiste Emilio Corrao – un confronto serio con l'assessore alla Sanità Massimo Russo. Vorrei dirgli come un pronto soccorso può essere messo nelle condizioni di funzionare al meglio. Facciano le guardie mediche lì dentro, così ogni vera emergenza sarebbe gestita in tempi rapidi con l'intervento di sanitari che non devono stare dietro un vetro, ma essere subito in grado di appurare la gravità di un caso e intervenire. Se non avessimo usato la forza e invece ci fossimo messi in coda per il triage, non so cosa sarebbe accaduto a mia nipote. Adesso preghiamo perché l'intervento vada bene e che la ragazzina possa ricominciare a muoversi".

La direzione generale dell'azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello, non accetta di essere messa sotto accusa. "Il triage va fatto – è la replica – e nessuno può saltarlo. È soltanto grazie al triage che si può assegnare il codice al paziente e dunque assegnare e individuare l'urgenza. Anche nel caso in questione non abbiamo sottovalutato un'urgenza, ma soltanto seguito la prassi".

 

APPUNTO 
                                                                                                 
AA