e poi si lamentano perché la Consulta o il Napolitano li boccia. Prendiamo il caso del Permesso Provvisorio, l'ultima trovata per non mettere la LEGA di traverso. Premesso che già al nostro interno le regioni manovrano perché, come per il nucleare, riguardi gli altri perché a casa propria PROPRIO NO, la Francia ha facile risposta.

Sulla querelle che oppone Francia e Italia è intevenuto anche il portavoce della Commissione Ue, Marcin Grabiec, secondo il quale «dare un permesso agli immigrati non implica che questi abbiano un permesso automatico di viaggiare». Anche però quando gli immigrati avranno in tasca un permesso temporaneo, «queste persone devono rispettare alcune condizioni», ha precisato il portavoce. Gli immigrati dovranno essere muniti di un documento di viaggio, dovranno dimostrare di avere mezzi di sussistenza e dimostrare anche di non rappresentare rischi per l'ordine pubblico: le condizioni appunto fatte rilevare dalle autorità francesi. «Le persone in possesso di un permesso e che rispettino queste condizioni – ha spiegato Grabiec – possono viaggiare negli Stati membri della Ue per un periodo di tre mesi. Chi invece non rispetta queste condizioni, dovrà essere rimpatriato verso lo Stato membro di provenienza».

Ciò significa rispedirli in Italia, se il rimpatrio sarà deciso dalle autorità di Parigi contro immigrati che arrivino dal territorio italiano.

  E allora la soluzione è facile, basta mettere in tasca a ognuno di loro un passaporto, magari italiano, aggiungere dai 3 ai 4000 euro per dimostrare che hanno autonomia economica e, magari, fargli prima un bel corso di italiano così da non sembrare tunisino e simili. Insomma più la menano e più la questione puzza o, meglio, migranti come spazzatura Napoli, come interventi soprannaturali a l'Aquila, come il Ponte sullo stretto, etc.etc.

Naturalmente ci sono anche altre soluzioni, basta fin dall'inizio essere problematici e non arroganti,fare cioè il mestiere del politico, quello vero, quello cioè che non si muove solo per RACCONTARLA e, soprattutto, avere credibilità.