ce n'é voluto di tempo perché alla fine si esprimesse ed evidentemente i rapidi sondaggi e le reazioni di chi alla fine dovrebbe poi promulgare una legge come quella della breve e veloce chiusura dei suoi di LUI processi hanno consigliato di muoversi alla svelta, tanto che persino IL GIORNALE ha DOVUTO adeguarsi con un INGIUSTIFICABILE,  attribuito comunque ad ALFANO come capita a scuola da piccoli che subito si recupera con E' STATO LUI.

e poi nello stesso pezzo ci si è premurati subito con il richiamo a quanto detto dall'attuale (ancora per circa due setimane) Presidente della Corte Costituzionale su politici e Costituzione, non mancando un riferimento agli irriducibili come la SANTANCHE' forse gelosa dei messaggi che il BAUSCIONE  si ostina inviare ai fan della BRAMBILLA (anche se ormai non viene più ricevuta in privato).

Dal fronte opposto Daniela Santanchè dà un colpo al cerchio e uno alla botte: certo quei manifesti sono «eccessivi», ma anche «il comportamento di alcuni pm è sovversivo».

Ma la polemica sul fronte giustizia dilaga e neppure il capo della Corte costituzionale resta super partes: Ugo De Siervo, presidente (uscente) della Consulta, intervenendo a un convegno giuridico, assesta ceffoni a chi critica le sentenze della Corte («Ignoranti»); avverte che la maggioranza «non può fare quello che vuole»; invita ad «andarci piano» con le riforme della Costituzione, perché «un conto è cambiare la Carta, un altro farla a pezzi»; e accusa la classe politica di manifestare «fastidio» per gli interventi dell’organismo da lui presieduto: «Sembrano cavalli imbizzarriti» quando la Corte respinge una legge.

All’intervento a gamba tesa di De Siervo risponde aspramente il Pdl: «È stupefacente – dice il vicepresidente dei senatori Gaetano Quagliariello – che invece di considerare le preoccupazioni da noi espresse sulla violazione della legge sulle intercettazioni da parte della procura di Milano, De Siervo non abbia trovato di meglio da fare che trascinare l’autorevole istituzione che ancora presiede in una intemerata contro la maggioranza». E il capogruppo Maurizio Gasparri aggiunge malizioso: forse, visto che tra due settimane andrà in pensione (col massimo dei gradi e della retribuzione, secondo «la assurda prassi del todos caballeros della Corte»), De Siervo «vuole aggiungere un seggio parlamentare agli altri suoi copiosi proventi», e per questo fa «il militante e il polemista politico».

nessuno di loro ricorda che ad assimilare i giudici alle BR, guarda caso, era stato proprio sua maestà BAUSCIONE solo poche ore prima dei manifesti e sarà interessante conoscere cosa troveranno quelli degli INTERNI subito allertati dal MARONI  di turno, oggi legalitario

ma già si guarderanno bene i TIRAPIEDI a farlo sapere al loro KAPO nonostante gli inviti di Bersani e della Bindi, tanto non li ascolterebbe così impegnato com'è a cercare di coprire le tracce lasciate dai suoi lubrichi pensieri tutti tesi a rinverdire un "cosino" che non dev'essere poi così diverso da quello che attribuisce allo schiavo FEDE, perché 80 non devono poi essere così diversi da 75… che non deve essere poi così