in ITALIA o, vedi un po', negli USA?

già mesi fa un noto "finanziere" si è beccato 150 anni di galera e in galera c'è andato, e adesso sembra che ci sia un noto ricco operatore di Wall Street che rischia la fine del mondo. Non ho trovato grandi tracce sulla stampa italiana e tanto meno in radio e TV, a parte stamattina qualcosa sulle notizie dal mondo di RADIO RAI 3.

 È uno scandalo di insider trading già passato alla storia. Adesso la sua gravità è stata sancita anche in un'aula di tribunale. Una giuria di Manhattan ha dato il suo verdetto sul caso Galleon: il fondatore dell'hedge fund fallito, Rai Rajaratnam, è stato trovato colpevole di tutti i 14 reati di truffa e associazione a delinquere dei quali era stato accusato. E rischia una condanna, in primo grado, esemplare: formalmente un massimo di venti anni ciascuno per buona parte dei reati. La data per la condanna è stata fissata dal giudice il prossimo 29 luglio.

Ma la novità, ascoltate un po', sarebbe nella applicazione di metodi di indagini così comuni ad esempio nel tribunale milanese e così ferocemente combattute dal GRANDE KAPO italiano e GRANDE IMPRENDITORE (a sentir LUI), anzi il più migliore dei migliori.

Rajaratnam, o meglio i suoi avvocati, hanno immediatamente risposto che ricorreranno in appello. Il loro assistito ha sempre negato ogni accusa, affermando di aver utilizzato solo la propria ricerca e informazioni pubbliche. Di diverso avviso la procura, guidata da Preet Bharara, che per perseguirlo ha utilizzato anche metodi nuovi nelle vicende giudiziarie dell'alta finanza, tipici semmai delle inchieste di mafia o terrorismo: le intercettazioni e le registrazioni di conversazioni. Per i magistrati si è trattato di una vittoria significativa, come ha detto Bharara, contro «chi crede di essere al di sopra della legge e troppo furbo per essere preso».

Ben 45 registrazioni di telefonate sono state citate durante il processo a sostegno della tesi che il gestore di hedge trafficasse in informazioni riservate. In tutto la pubblica accusa ha sostenuto che Rajaratnam ha intascato oltre 63,8 milioni tra profitti illeciti e perdite scongiurate. Il 53enne finanziere ha trattato irregolarmente titoli di una quindicina di società, spesso tecnologiche e che fanno parte del gotha della Corporate America, da Intel a Akamai e Advanced Micro Devices.

Altri dettagli su IL SOLE 24 ORE.
MM M