meno male che LIBERO c'é, del resto le antenne son giuste. A quanti italiani, anche o soprattutto benpensanti di DESTRA, sarà venuto da pensare che in fondo la giustizia italiana è fin troppo buona e i loro politici fin troppo buoni sol che si confronti STRAUSS-KAHN con il nostro caro SILVIONE e il trattamento che in questo caso si fa in USA?

già, sarà che in fondo Strauss-Kahn è un francese poi vengono in mente tante altre situazioni (non solo Presidenti USA alla Clinton) di divi, sportivi e ricconi per i quali è normale rischiare la galera senza che giornali o simili insorgano a difesa.

ma andiamo anche a vedere cosa succede là e cosa in Italia. Capita che vengano concessi i domiciliari, in Italia ci sono sempre la VILLONA e i servizi sociali (ricordate l'avvocato, senatore, già ministro della Difesa, mancato di poco come Ministro della Giustizia, un certo Cesare Previti, condannato definitivo per corruzione di giudici?) mentre in USA è un po' diverso, anche per i potenti. E sono diversi anche gli americani "normali" che non lo vogliono neppure come condomino, nonostante i soldi, il potere e che la casa sia della moglie di LUI

In un primo tempo Strauss-Kahn avrebbe dovuto trasferirsi in un appartamento dell’Upper East Side affittato appositamente dalla moglie, Anne Sinclair. Ma il condominio non lo ha accettato. Per questo Strauss-Kahn sarà costretto a rimanere nella residenza di sorveglianza, fino a quando non sarà trovata un’altra sistemazione che soddisfi i requisiti richiesti dal giudice per il suo rilascio.

Ovviamente da noi è diverso.

Ma torniamo a LIBERO e al suo intervento sull'argomento, intervento che ovviamente è omogeneo al solito discorso: non si entra nel merito ma si attacca la solita sinistra tirando fuori il caso Polanski

Speriamo che l’elegante Anne Sinclair – coraggiosa consorte di Dominique Strauss-Kahn, la quale sin dal primo momento lo ha difeso dalle accuse di stupro – stia mettendo a soqquadro le numerose abitazioni sue e del marito. In qualche vecchia libreria, magari in una cassapanca ammuffita in cantina, dovrà pur esserci  traccia di una passata attività artistica del direttore del Fondo monetario internazionale. Avrà pur scritto un romanzo, una sceneggiatura, un abbozzo di spettacolo teatrale. Santo Dio, basterebbe un quadro astratto; l’incisione di una canzone strimpellata con la chitarra;  vanno bene anche le foto di una natura morta (i ritratti delle modelle poco vestite lasciamoli perdere, per carità).

Se si scoprisse che Strauss-Kahn è almeno un po’ creativo, potrebbe sperare di salvarsi dalla sala di tortura a mezzo stampa dove in questi giorni l’hanno sbattuto. Viene accusato di aver  violentato una cameriera ghanese 32enne dell’albergo Sofitel di New York dove alloggiava, di averla costretta a un rapporto orale. E adesso se ne sta chiuso in gattabuia rischiando una condanna a settant’anni, mentre mezzo mondo si gode la rovinosa caduta di un potente, già capo di un’organizzazione economica di rilievo planetario e considerato favorito nella corsa alla presidenza francese. 

E questo è l'INCIPIT dell'articolo con l'ovvia (e forse giustificata) chiusa, perché nella sostanza LIBERO non ha poi del tutto torto e bisogna avere il coraggio di dirlo. E' già successo con la difesa della cultura, non appena ripristinati in qualche modo i SOLDI scaricando i costi sulla benzina registi, scrittori, critici, attori e attorucoli, grandi maestri di musica e spettacolo tutti TRANQUILLI. Non sto qui difendendo loro, sto solo sottolineando l'attenzione che da quelle parti (quella del MENO MALE cheSILVIO c'é) si presta per bloccare tutti gli spifferi così da evitare che anche il 29 sia una sconfitta, allora sì irrimediabile ed epocale: la prima volta che un REGIME viene sconfitto, in ITALIA, per via democratica senza cioè una specie di Rivoluzione (28 ottobre 1922) o una sconfitta (25 aprile 1945) o una condanna per via di giustizia (Craxi). 

E tornando a LIBERO ecco allora la risposta da usare ovunque, in TV, nei commenti dei giornali, nelle discussione da BAR.

Tutto dipende dalla tipologia umana del violentatore (o presunto tale). Il regista è un poeta a cui la pedofilia è concessa. L’economista, seppure  socialista, è un ricco suino e i  progressisti italiani lo assimilano al Cavaliere che si diverte col bunga bunga. Sull’Unità, nel 2009, Alberto Crespi si stracciava le vesti per l’amico Roman: se è colpevole, diceva, «siamo quindi colpevoli». Invece Lidia Ravera ieri sul Fatto sbavava di rabbia, se avesse potuto Strauss-Kahn l’avrebbe violentato lei.  Bellezza delle parole: la vittima di Polanski era una lolita viziosa. La cameriera che accusa il capo del Fmi, sentenzia la Ravera, è una «lavoratrice» trattata «come una schiava», come un «bidet» dal maiale capitalista che «dormiva in una “stanza” da 3000 euro per notte». La scrittrice è così certa delle sue ragioni da insultare la moglie di Strauss-Kahn, priva di «quel minimo di decenza femminista» che la farebbe smettere di «negare l’evidenza». Madame Sinclair dovrebbe comportarsi come Veronica Berlusconi, «che ha scaricato il suo lord-puttaniere».

Meditiamo gente, MEDITIAMO.