«I rapporti tra Italia e Russia sono molto stretti». È iniziata così, con le parole del presidente russo Dmitrij Medvedev, al termine del bilaterale con il premier, Silvio Berlusconi a Villa Pamphili, a Roma, il fitto pomeriggio di colloqui internazionali in occasione della festa del 2 giugno. «I rapporti sono avanzati e abbiammo registrato una crescita dell'interscambio commerciale», ha aggiunto Medvedev, che ha ricordato come l'interscambio, anche culturale, tra i due Paesi sia cresciuto e come i due leader abbiano discusso nel corso del loro incontro bilaterale di numerosi «progetti futuri».

Il premier Berlusconi ha invece ricordato che l'Italia è il quarto partner commerciale della Russia, «ma abbiamo l'ambizione di diventare il terzo».

Poi Il Sole 24 Ore ricorda una altra po' di cose.

Intanto ALFANO si muove, tenuto conto che, come dice Il GIORNALE

Che Alfano abbia capacità e autore­volezza per compiere la missione è fuori dubbio. È uomo della prima ora, è giovane ma già di esperien­za, si è mosso bene nel labirinto dei rapporti tra istituzioni, pur te­nendo il punto della necessità di ri­formare la giustizia. Soprattutto ha sempre lavorato per unire le va­rie anime del partito nei momenti più delicati.

La continuità rispetto al proget­to originale resta comunque garan­tita dal presidente Berlusconi, che con questa mossa si mette in una condizione più favorevole per oc­cuparsi del governo con più sereni­tà. Nonostante ormai ogni giorno porti la sua pena. Quella di ieri è la decisione dei giudici della Corte di Cassa­zione di dare il via libe­ra anche al referen­dum sul nucleare, co­sa che ha sorpreso tut­ti perché il governo aveva già provveduto a cambiare la legge nel senso chiesto dai referendari, cioè a so­spendere la costruzio­ne di centrali nucleari in Italia. Una decisio­ne che sa di politica, essendo quello sul nu­cleare, il quesito più popolare tra i quattro proposti e quindi quello te­oricamente in grado di trainare l’a­f­fluenza al voto sopra quel cinquan­ta per cento indispensabile perché il risultato sia valido.

Nei TG alcune cose non sono arrivate, qualcuno ha alluso a fischi ma si vede che i telecronisti tutti attenti a guardare la pattuglia acrobatica non li hanno sentiti. Così come, essendo tutti a Roma, non sapevano quel che accadeva a Milano e temo  che Milano apparirà poco d'ora in avanti a meno che i ROM non invadano le strade del centro, come previsto.

MILANO – La cerimonia per il 2 giugno in piazza Duomo a Milano si è trasformata rapidamente in una grande festa per il neosindaco di Milano Giuliano Pisapia. Appena terminato il ricordo della Festa della Repubblica, Pisapia è stato accerchiato da centinaia di sostenitori che ne hanno gridato il nome e si sono complimentati con lui. Il sindaco, visibilmente emozionato, con un certo pudore ha avuto attenzione per tutti: una carezza per qualche bambino, un saluto con degli anziani, un breve dialogo con alcuni giovani. Quindi, rompendo tutte le formalità, è andato a piedi fino alla sede del Comune attraversando la Galleria Vittorio Emanuele in un bagno di folla.
La fila che si vede fotografa l'atto  di sottomissione degli elettori komunisti al loro nuovo IDOLO-GURU.

Però è inevitabile i KOMUNISTI son appunto per sempre komunisti.

CAMUSSO: «CAPITALE MORALE» – Pisapia è stato accolto con un lungo abbraccio dal segretario generale Cgil Susanna Camusso. «Credo sia giusto festeggiare un sindaco di cui abbiamo apprezzato il programma che rappresentava per questa città la prospettiva di tornare ad essere la capitale morale che deve essere», ha dichiarato Camusso a margine della manifestazione. Circondati da fotografi e sostenitori, i due si sono poi concessi alle fotocamere e telecamere assieme all'ex leader della Cgil Guglielmo Epifani.