ma anche per noi che stiamo scendendo le scale per uscire di casa c'è la tranquilla sicurezza che stanno crescendo attorno a noi, a VOI, nuove piante dalle radici giuste che sanno pensare e scrivere così:

“Voi dell’Africa avete sempre visto il colore. Il colore della nostra pelle, dei nostri vestiti, dei nostri paesaggi. Vi siete scordati gli odori. Forse ce li stiamo scordando anche noi, soppressi e flagellati come sono dalla puzza di carne umana e di armi da fuoco. Ma se per un secondo riesco a dormire, mi balena nella mente il riso Jollof con gli arachidi, e poi il mare pulito e senza fine, i fiori attaccati disperatamente alle radici e che supplicano di vivere offrendo il loro profumo”.  

o anche così:

“Vorrei diventare medico, perché tutti siano liberi di essere curati. L’importante è non perdersi nelle belle frasi poetiche ma librarsi nel mondo con l’obiettivo di lottare per ottenere qualcosa. Lottare contro la povertà, per la giustizia. Voglio che nel mondo l’uomo si senta uguale perché esiste, come un africano, come un asiatico, come me che mi sento libera solo per il fatto di essere stata creata”.

Sono frasi di adolescenti per un concorso  incentrato sulle figure di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Certo qualcuno si perderà per la strada, qualcuno utilizzerà il MESTIERE per farsi spazio nel mondo, ma prima o assieme a chi terrà duro il seme continuerà a far crescere delle nuove piante.

E' SOLO QUESTIONE DI TEMPO E LA FRETTA A VOLTE FA PEGGIO!