mentre il DEMIURGO studia se urlare il solito "foera dai BALL" indirizzato alla realtà concreta espressa dal POPOLO PADANO che ha partecipato in massa ai REFERENDUM urlando il suo NO al COMPAGNO di MERENDE con almeno 10 milioni SI' al REFERENDUM (quesito nro 4 compreso) il BOSSI annaspa

MILANO – Caricare di attese un evento è una specialità leghista. Bobo Maroni interpreta da par suo il ruolo: «Governo al sicuro? Io aspetto Pontida», ridacchia malizioso. Tutti ormai aspettano Pontida come fosse il giorno del giudizio, fioccano le richieste di accredito della stampa nazionale e internazionale, l’operazione di marketing sta funzionando così bene da costringere Bossi ad esserne perfino preoccupato: con le aspettative che si stanno creando attorno all’evento di domenica non potrà certo permettersi di volare basso.

Per volare alto, tuttavia, non possono bastare le confuse promesse di imminente felicità elargite da vent’anni a questa parte agli entusiasti convenuti delle adunate padane. Ad ascoltarlo infatti non ci saranno solo gli acritici supporter in camicia verde ed elmo da nibelungo che abitualmente affollano il prato, ma anche le centinaia di migliaia di elettori o ex elettori che pur tenendosi lontani da Pontida vorranno sapere se il loro condottiero ha ancora qualcosa di leghista da dire. Nessuno se ne fa più niente di un urlo belluino, di una pernacchia, di un dito medio alzato, di un gesto dell’ombrello indirizzato a qualche avversario.

Anche per questo più si avvicina domenica, più Bossi è tormentato. Era partito con l’idea di spiegare al suo irrequieto popolo che l’alleanza con Berlusconi – per quanto da riscrivere – è necessaria, dunque per il momento non in discussione. Più passano i giorni, però, più sente di non poter salire sul suo palco limitandosi a fingere di battere i pugni per strappare al Cavaliere la vaga garanzia di questa o quell’altra riforma: per essere credibile dovrebbe fissare una data di scadenza alle sue richieste. Ma sa anche che sarebbe una pericolosissima arma a doppio taglio.

Ed ecco arrivare MOODYS con i suoi AVVISI DI GARANZIA, quasi accorso in aiuto a TREMONTI che non vorrebbe allentare i cordoni della borsa. CARI PADANI, sembra voler dire, inutile aspettare MIRACOLI, Prodi vi aveva lasciato un debito di 1600 MILIARDI di euro (103.5% del PIL al 31 12 2007). Adesso il DEBITO è quasi a 1900 miliardi, sempre di odiati euro, e corre a perdifiato oltre il 120% sempre di quel PIL che cresce solo nelle tasche dei più ricchi.

Sono 300 MILIARDI, 5000 euro di debito in più per ogni italiano da aggiungere agli oltre 26 MILA di prima della grande vittoria, con il regalo dell'esenzione ICI della prima casa anche ai RICCONI (ai poveri cristi l'aveva già abbuonata l Prodi) e tutti gli altri regali elargiti a Banche, politici e via andando.

Il popolo PADANO non è fatto solo di ricchi signori, abbondano di pensionati dell'INPS, di partite IVA allo stremo. Basterà parlare di IMMIGRATI cattivi?

Che il momento sia delicato per i leghisti lo dice anche la decisione di rivoluzionare la tradizione di Pontida. Sul palco del pratone padano, per la prima volta, non ci sarà l’abituale sfilata di dirigenti che si alternano al palco per urlare quanto è forte la Lega e quanto è bravo il capo. Se andrà bene verrà data la parola ai due ministri (Maroni e Calderoli) per sbrigative comunicazioni riguardanti le loro attività di governo. Tutt’al più a qualcuno sarà consentito andare al microfono per annunciare che «malgrado quel che scrivono i pennivendoli siamo più di ottantamila!!!». Poi la scena sarà tutta ed esclusivamente per Bossi.

La decisione di trasformare quest’edizione dell’adunata nordista in un monologo del leader è stata presa ieri pomeriggio. E subito si sono accavallate le interpretazioni: lo fa per evitare contestazioni a qualcuno dei colonnelli; lo fa per dare l’idea di compattezza della classe dirigente; lo fa per non tagliar fuori qualcuno in un momento in cui c’è bisogno di tutti; lo fa per non dover spiegare (per esempio al figlio Renzo, meglio conosciuto come Il Trota) che non è il momento di sovraesposizioni dannose. Lo fa, ed è la tesi più diffusa, per mostrare che nella difficoltà non ha paura di stare alla testa del gregge. Poi toccherà a lui, e alle parole che dirà, dimostrare di essere davvero in grado di guidare il suo gregge e tirarlo fuori dalle sabbie mobili in cui è sprofondato.