lontano da me fare una correlazione tipo causa-effetto è innegabile tuttavia che in certe amministrazioni certe cose trovano più facile fioritura. Colpa della inesperienza dei quadri politici messi a dirigere importanti enti locali? Di certo questi fatti trovano sorpreso, ad esempio, il sindaco Vignali che commenta così

Non vedo la ragione per cui dovrei dimettermi, tra l'altro, per responsabilita' personali di altri, di cui non sapevamo niente".

 "Io non ho nominato solo i due dirigenti coinvolti, ne ho nominato circa una ventina" sottolinea, sostenendo che "diventa difficile per un sindaco conoscere tutto quello che fa un dirigente; ed e' impossibile essere a conoscenza degli avvenimenti cui hanno parlato la magistratura e la Guardia di Finanza, perche', lo ripeto, non disponiamo degli stessi strumenti per accertare i fatti. Noi abbiamo fatto, ai tempi, quanto era in nostra facolta' come amministrazione".

Voglio sottolineare che il testo di cui sopra viene da Libero News quindi di area omogenea con quella del Sindaco di Parma.

Ma che cosa è veramente accaduto?

ROMA (da Il Messaggero)Undici arresti a Parma nell'inchiesta Green money" sulle mazzette del verde pubblico. I provvedimenti riguardano tra gli altri il comandante della Polizia municipale, Giovanni Maria Jacobazzi, due dirigenti comunali (Emanuele Moruzzi, direttore del settore Mobilità e Ambiente, e Carlo Iacovini, dirigente comunale in una società partecipata (Infomobility) e sei imprenditori. Le ipotesi di reato riguardano corruzione e peculato. I militari hanno eseguito ispezioni e accertamenti in uffici comunali. Il procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia ha parlato di «un sistema di tangenti molto complesso e articolato».

Le Fiamme Gialle, ricorrendo a intercettazioni telefoniche ed ambientali (ci sono anche filmati, è stato spiegato, che attestano il pagamento delle mazzette), ha scoperto che Enia, multiutility partecipata da vari Comuni poi confluita in Iren, «era diventata una mucca da mungere non solo da parte dei funzionari arrestati nella prima tranche dell'indagine ma anche da soggetti terzi».

Secondo gli accertamenti condotti dai militari, Nunzio Tannoia (funzionario Enia finito in manette lo scorso anno) «poteva svolgere operazioni nel suo interesse perché coperto dal dirigente comunale Emanuele Moruzzi e dal suo superiore Mauro Bertoli». In pratica, nell'assegnazione degli appalti venivano emesse fatture gonfiate o fittizie perchè giustificate da lavori inesistenti. Per gli inquirenti erano Moruzzi e Bertoli a «ordinare i pagamenti» al funzionario Tannoia, che li eseguiva secondo le indicazioni ricevute. Ai titolari della Essevuesse il compito di fare da "collettori" degli stessi pagamenti, allo scopo di attingere denaro dalle casse comunali. Ammonta ad almeno 470 mila euro il totale delle "distrazioni" attribuite, a diverso titolo, agli arrestati.

Le ordinanze sono state eseguite anche nei confronti di Gianvittorio Andreaus e Tommaso Mori, imprenditori titolari della Essevuesse, considerata dagli inquirenti "il collettore" del denaro drenato al Comune di Parma; degli imprenditori Gianluca Faccini e Alessandro Forni, quest'ultimo già coinvolto nella prima tranche dell'inchiesta lo scorso anno; Norberto Mangiarotti, altro imprenditore che si occupava di lavori pubblici nel settore Mobilità e ambiente. Un investigatore privato, Giuseppe Romeo Lupacchini, è stato arrestato per i suoi rapporti, definiti illeciti, con il comandante della Municipale.