ma di fortemente INSOLITO come in casa e caso di Governo. UNO impasticcato nelle indagini si è DIMESSO. A dir la verità era già accaduto con il quasi MINISTRO dimessato quasi in contemporanea. Stavolta no, stavolta  si dimette un sottosegretario importante, quasi un alter ego di Tremonti anche se rimangono dei dubbi.

Per La Stampa dapprima L’uomo ombra di Giulio e quei legami oscuri con Cosentino ma poi diventa E nel momento decisivo lascia il consigliere più fidato.

Ho la coscienza a posto…. nei prossimi giorni capirete….». Marco Milanese, parlamentare Pdl, ex ufficiale della Guardia di finanza, collaboratore del ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, non ha ancora dettato alle agenzie la notizia delle sue dimissioni dall’ufficio di Tremonti, per non mettere in difficoltà il ministro, avendo lui chiamato in causa il capo di Stato maggiore della Gdf, Michele Adinolfi. E al cronista che cerca di strappargli un commento sulle sue rivelazioni, dice sibillino che tutto si capirà nelle prossime ore. E’ l’annuncio di nuove retate giudiziarie, di avvisi di garanzia, di convocazioni e perquisizioni che coinvolgono altri ufficiali della Guardia di finanza? Estate indimenticabile, per il Comando generale delle Fiamme Gialle, colpito al cuore dall’inchiesta sulla P4 con il suo capo di Stato maggiore, Michele Adinolfi, indagato per favoreggiamento e violazione del segreto istruttorio. Chiamato in causa proprio dall’ex ufficiale della Gdf oggi parlamentare, Marco Milanese appunto.

E come se non bastasse, l’impressione è che nell’inchiesta sulla P4 dei pm napoletani Curcio e Woodcock, il capitolo delle talpe, della fabbrica della violazione del segreto investigativo, sia tutt’altro che esaurito. E che altri generali ed ufficiali siano sotto tiro. Basta scorrere i verbali depositati degli interrogatori di alcuni testimoni, imprenditori soprattutto, per leggere nomi di ufficiali della Gdf del Comando generale e del provinciale di Napoli coinvolti nelle relazioni con gli indagati, con Alfonso Papa e Luigi Bisignani. Quando Milanese dice sibillino che «nei prossimi giorni si capirà», lascia intendere che siamo alla vigilia di nuove iniziative giudiziarie. E che lui abbia contribuito a definire le responsabilità degli indagati, siano essi ufficiali delle Fiamme Gialle o altri soggetti.

Strano non si era dimesso a dicembre quando Milanese era inciampato in una accusa di corruzione e lo fa oggi e proprio quando sembra collaborare con i giudici, almeno vista la questione dall'esterno.

E se fosse proprio per questo?

E andiamo a cercare altrove, non tutti gli specchi reagiscono allo steso modo. IL GIORNALE titolava E i Pm flop accusano le Fiamme gialle, ed era solo ieri, 26 giugno e l'articolo, leggetelo, era pieno di riferimento su come e qualmente quei PM lì erano delle vere e proprie schiappe incompetenti e prevenute.

Poi passa un giorno, c'è quel che Milanese ha detto una volta interrogato, anche IL GIORNALE deve prenderne atto e, si capisce dal tono, non sa come intervenire. E per forza, per chi gioca sto ex-fiamme gialle, sta con Cosentino (e quindi QUELLOLA') o sta con TREMONTI, appena attaccato dal sottosegretario alla DIFESA CROSETTO. Insomma le dimissioni gliele impone un Ministro incazzato o quel MILANESE si dimette per sotolineare che è solo merito/colpa sua e Tremonti può continuare a fare AMMUINA?

Roma. Il deputato del Pdl, Marco Milanese, si è dimesso dall’incarico di consigliere politico del ministro dell’Economia. La decisione, spiega una nota, è maturata in seguito alle polemiche scatenate dalla «doverosa testimonianza» dell’esponente pidiellino come «persona informata sui fatti» resa ai magistrati della Procura di Napoli che conducono l’inchiesta sulla cosiddetta P4 riguardante anche «altissimi ufficiali della Guardia di Finanza».

Le dimissioni sono state presentate per «salvaguardare l’importante ufficio» del ministero dell’Economia «in un momento così delicato per la stabilità economica e politica del Paese». Come ha spiegato il difensore di Milanese, l’avvocato Bruno Larosa, «il parlamentare non è indagato ma ha fatto soltanto il suo dovere» rendendo «sommarie informazioni testimoniali, che sono ancora secretate» e partecipando al confronto con il generale Adinolfi «senza alcuna assistenza legale, a differenza dell’altra persona». Dunque, ha concluso Larosa, Milanese «ha fatto solo il suo dovere di cittadino e per questo sta subendo delle aggressioni verbali».

Gli «altissimi ufficiali» delle Fiamme Gialle menzionati da Milanese sono il capo di Stato Maggiore generale Michele Adinolfi e il comandante interregionale del Mezzogiorno, Vito Bardi. Secondo le ricostruzioni dei pm Curcio e Woodcock, sarebbero stati i due ufficiali a informare per vie traverse Luigi Bisignani circa le indagini e le intercettazioni effettuate dalla Procura del capoluogo campano. Tale convinzione sarebbe stata rafforzata dall’escussione della testimonianza di Milanese e dal suo successivo confronto con il generale Adinolfi, avvenuto in una caserma della Dia a Roma alla presenza dei magistrati. Le conferme del deputato avellinese (citato anche in un’intercettazione di Bisignani) avrebbero peggiorato il profilo penale della posizione del generale.

Milanese è nato a Milano l’8 settembre 1959 da genitori di Cervinara, un paese in provincia di Avellino. Capitano della Guardia di Finanza è entrato a far parte dello staff del ministro dell’Economia ai tempi della XIV legislatura quando ne diventò aiutante di campo e successivamente capo della segreteria. Milanese fu nominato anche in vari organismi di vigilanza di enti pubblici o a partecipazione pubblica. Abbandonata la carriera militare, si è dedicato stabilmente all’attività politica risultando eletto alle elezioni del 2008 nella circoscrizione Campania 2. Prima della nascita ufficiale del Pdl, Milanese è stato commissario di Forza Italia in Irpinia. In seguito è stato nominato presidente della consulta Finanze del Pdl, l’organismo politico che si occupa di formulare proposte in materia. È stato anche vice di Nicola Cosentino al coordinamento Pdl campano.

Laureato in giurisprudenza, scienze politiche e scienze della sicurezza economico-finanziaria, Milanese è professore ordinario di diritto tributario alla Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze ed è ovviamente molto vicino al titolare del Tesoro al quale è sempre rimasto al fianco anche nei momenti di maggiore difficoltà politica. Come quello attuale caratterizzato dal deteriorarsi dei rapporti tra il superministro e la maggioranza.

UOMO di partito, quindi, come altri colleghi arrivati direttamente dalle Fiamme Gialle a Forza Italia, al Parlamento, al Governo. CHISSA' PER QUALI MERITI, a parte l'alta qualità della preparazione che tutti i componenti del corpo hanno, sembra sottolineare la conclusione.

MILANESE, con chi giochi, con il Partito, quindi Cosentino, quindi Berlusconi o con TREMONTI e quindi pronto a immolarti ed eventualmente seguirlo in una nuova avventura?

PS: c'é un divertente articolo su IL GIORNALE  "Vogliamo sapere tutto" (anche sulla sinistra…)  

Vogliamo sapere. Vogliamo sapere le riflessioni di Eugenio Scalfari quando esce dallo studio della Dandini, anche se dovesse riflettere semplicemente sul fatto che «quella ha certe tette» (del resto, si sa, l’eros scuote l’anima sua). E vogliamo sapere se qualcuno, per caso, è rimasto colpito dall'«ottava misura» di qualche altra giornalista, magari che so? Lucia Annunziata.

Di che vi scandalizzate? Avanti, via il bavaglio: vogliamo sapere chi frequenta la Picierno, se Fassino telefona alla Carmen Llera, quali sono gli studi serali con cui Marianna Madia rafforza la sua formazione politica. Vogliamo trovare chi dubita dell’intelligenza di Veltroni, chi dubita della lealtà di Letta (Enrico) e chi dubita delle virtù morali della Finocchiaro. E guai a chi s’indigna, guai a chi protesta.

Se qualcuno, chiacchierando a tarda sera, usa epiteti volgari rivolti a qualche gran dama della sinistra, noi lo vogliamo sapere. Di certo ne soffriremo. Ma che volete fare? Per la libertà di stampa questo e altro ancora. <!– –>

NATURALMENTE ce ne sono ancora tante di cose che vogliono sapere, le altre le trovate QUI.

BUONA LETTURA.

E nel momento decisivo lascia
il consigliere più fidato E nel momento decisivo lascia
il consigliere più fidato