finiti i tempi di PANE AMORE e FANTASIA con il MARESCIALLO DE SICA e la pollastrella GINA dall'occhio furbo e l'amore giovane. Adesso anche l'ARMA, quella per antonomasia, si adegua e si sprecano i casi di strani coinvolgimenti anche e soprattutto nelle piccole STAZIONI.

ParabiagoE’ finito in manette, Massimo Gatto, maresciallo dei carabinieri, comandante della stazione della citta’ in provincia di Milano. Violenza sessuale aggravata, concussione sessuale e perquisizione arbitraria, le accuse. Gatto e’ stato denunciato da undici donne, anche se in realta’ quattro casi erano gia’ andati in prescrizione queste donne avrebbero subito violenze sessuali alla fine degli anni Novanta quindi non erano presenti nell’ordinanza di arresto. Il ‘vizio’ del militare e’ emerso quando, nel gennaio scorso, una giovane polacca di 19 anni lo ha denunciato. La ragazza era finita in caserma a seguito del furto di due consolle Nintendo, avvenuto in un supermercato di Parabiago. E’ qui che e’ stata violentata, dopo che Gatto aveva preteso di perquisirla, nonostante la polacca fosse stata gia’ perquisita da un’agente donna

  Questa notizia in arrivo da Parabiago  è di qualche giorno fa, ieri è arrivata una altra storia "criminale" ben più tragica e apparentemente messa nel dimenticatoio da anni e poi, come per i corsi d'acqua nel Carso, tornata alla luce con molte e preoccupanti novità.

GLI INDAGATIIl procuratore capo di Cassino, Mario Mercone, ha iscritto nel registro degli indagati l'ex fidanzato Michele Fioretti 38 anni e la madre di lui, Rosina Partigianoni. I due, insieme all'ex maresciallo dei carabinieri, Franco Mottola, al figlio Marco e a un altro carabiniere, Francesco Suprano, sono indagati per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Tutti e cinque gli indagati saranno sottoposti al test del Dna. Dopo 10 anni senza soluzione, dunque, sul giallo di Arce si aprono scenari inquietanti. La procura di Cassino, del resto, non ha mai smesso di indagare e nelle ultime settimane c'è stata un'accelerata. 
 

L'ACCUSA Per la procura della Repubblica di Cassino i cinque indagati non in concorso tra loro avrebbero potuto causare la morte della 18enne di Arce. In particolar modo nell'avviso di conclusione indagine la procura così spiega: «Gli indagati Mottola Marco, Mottola Franco e in alternativa con Francesco Suprano, potrebbero rispondere dell'accusa di omicidio volontario e di occultamento di cadavere oppure in alternativa con Fioretti Michele e Partigianoni Rosina oppure in concorso con ignoti». L'avviso di garanzia servirà a far sottoporre i cinque indagati all'incidente probatorio con la perizia specialistica del medico legale di natura genetica per l'accertamento dei profili genetici ricavabili dagli indumenti indossati da Serena Mollicone. Questo ai fini della comparazione tra i profili genetici eventualmente ora individuati e quelli appartenenti agli indagati nonchè con i profili genetici appartenenti al brigadiere dell'Arma dei Carabinieri, Santino Tuzzi, morto suicida nell'aprile del 2008. Gli accertamenti saranno utili a stabilire se Serena Mollicone il giorno della sua scomparsa si sia recata o meno presso la stazione dei carabinieri di Arce.